Torino, l’agente ferito incontra Meloni: «Io, a terra tra gli incappucciati»

Alessandro Calista, 29 anni di Pescara, racconta l’aggressione a martellate: «Erano tanti, ora sto bene»
PESCARA. «Sono molto organizzati»: queste le parole pronunciate ieri alla premier Giorgia Meloni da Alessandro Calista, agente di 29 anni, di Catignano, paese della Provincia di Pescara, in forza al reparto Mobile di Padova, aggredito sabato a Torino, al termine del corteo per Askatasuna, il centro sociale sgomberato a dicembre scorso. La presidente del Consiglio si è recata all’ospedale Le Molinette di Torino per portare, «a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri e, attraverso loro, a tutti i militari e gli appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti», precisa. Accanto ad Alessandro, poi dimesso con una prognosi di venti giorni, c’è anche Lorenzo Virgulti, 28enne ascolano, rimasto ferito proprio per difendere il collega abruzzese. Ora stanno entrambi bene, ma l’orrore di quei momenti non lo scorderanno mai. Ieri Alessandro ha stretto la mano alla premier, le ha rivolto un sorriso e l’ha ringraziata per la sua vicinanza. Ha parlato al telefono anche con il sindaco di Pescara Carlo Masci. Nella città adriatica, molto vicina a Catignano, Alessandro ha trascorso gli anni della giovinezza. Un’aggressione quella subita, che difficilmente potrà essere cancellata. Il poliziotto, papà di un bambino e con un’esperienza trascorsa anche nell’Esercito, è stato accerchiato da un gruppo di almeno sei persone, è crollato a terra senza più il casco ed è stato preso a martellate, a calci e pugni. La scena è stata ripresa da un video, divenuto virale in poco tempo. E ieri uno dei presunti aggressori è stato arrestato. Si tratta di un 22enne di Grosseto, accusato di lesioni personali a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico.
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