Ciclismo

Giro d’Italia, oggi il via in Bulgaria. Favorito Vingegaard. Il teatino Ciccone punta alle montagne

8 Maggio 2026

Il corridore danese è il grande favorito per la maglia rosa

dopo aver vinto Vuelta e Tour de France

PESCARA

Fa un po' strano vedere la Bulgaria colorata di rosa, fa un po' strano vedere il Giro d’Italia partire da così lontano. Ma finalmente ci siamo: scattano le settimane più attese per chi ama il ciclismo. Tre tappe in Bulgaria poi si risalirà lo stivale da Catanzaro prima del gran finale sotto lo sguardo del Colosseo a Roma. Tre settimane di passione e di emozioni infinite, tre settimane per prendersi una maglia rosa che può valere una carriera. E che per il grande favorito di questa edizione può significare diventare l’ottavo corridore che ha conquistato la tripla corona (Giro, Tour e Vuelta). Jonas Vingegaard fa il suo debutto al Giro con il chiaro obiettivo di prendere la maglia rosa dopo aver vinto già in Francia e in Spagna.

I favoriti. Il corridore danese è il grande favorito, a lui vanno le classiche cinque stelle. Per il podio sarà battaglia senza Joao Almeida costretto al forfait per problemi di salute. Quattro stelle a Giulio Pellizzari, Felix Gall, Adam Yates, Jai Hindley e Egan Bernal. Tre stelle per Storer, Arensman, Gee e O’Connor.

Fari su Ciccone. E Giulio Ciccone? Sulla carta il corridore teatino vuole le tappe e la classifica scalatori. Ma con la condizione dello scorso anno e con un campo partenti con tanti big assenti Ciccone può ambire ad una bella posizione. La preparazione di Ciccone, con due blocchi di lavoro in altura e poche gare disputate, è stata incentrata proprio su Giro e Tour. Se dovesse trovare il colpo di pedale dello scorso anno è da primi cinque nella generale e per Ciccone ecco allora le quattro stelle.

Il percorso. Tre tappe in Bulgaria con poche difficoltà, le frazioni di Cosenza e Potenza ondulate e poi il classico arrivo di Napoli. Nelle prime giornate ci sarà spazio per le ruote veloci, per i “finisseur” e per chi deciderà di andare in fuga. Poi Blockhaus, Fermo e Corno alle Scale daranno la prima scossa alla classifica. Che sarà delineata ancora meglio con la lunga cronometro individuale da Viareggio a Massa. Altro arrivo chiave sarà quello di Pila mentre sulle dolomiti torna il mitico Giau (Cima Coppi) prima del doppio passaggio a Piancavallo e del finale a Roma.

L’Abruzzo e il Giro. La nostra regione, come da consuetudine, sarà grande protagonista al Giro d’Italia. Il presidente Marsilio e l’assessore allo sport Quaglieri ancora una volta hanno scelto il Giro per valorizzare il territorio. Venerdì 15 e sabato 16 toccherà all’Abruzzo e quella del Blockhaus sarà la prima tappa chiave dell’edizione 2026. Fortemente voluta da Maurizio Formichetti, la salita finale non solo dirà chi non può vincere il Giro ma metterà le cose in chiaro per la maglia rosa. Nessuno potrà nascondersi, tappa lunghissima da Formia con i suoi 244 km. Dopo Castel di Sangro si salirà verso Roccaraso e dal Passo di San Leonardo si scenderà verso San Valentino. Prima dell’ingresso nel paese svolta a destra e si andrà a Roccamorice. Da quel momento inizierà la salita più dura del Giro insieme con il Giau. 13.6 km con pendenza media dell’8.4% ma nel tratto centrale e per tanti chilometri la pendenza sarà costante al 14%. Vingegaard l’ha messa nel mirino, per Ciccone è il grande sogno, Pellizzari fiuta il colpo. Nel recente passato i successi di Quintana e Hindley e lo spettacolo non è mai mancato. Il giorno successivo ripartenza da Chieti, tanto Abruzzo toccato dai corridori con la costa protagonista da Montesilvano fino a Martinsicuro prima di entrare nelle Marche.

La tappa di oggi. Da Nessebar a Burgas saranno 147 km senza difficoltà. Quattro sono i grandi favoriti: Milan, Magner, Gronewegen e Andresen. Attesa la volata di gruppo. Buon giro a tutti, saranno tre settimane di grande passione.

Enrico Giancarli

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