Calcio

Il commentone della 30esima giornata di Serie A

23 Marzo 2026

L'Inter scivola al Franchi e, complici le vittorie di Milan e Napoli, si riapre la corsa al primo posto! In zona Champions, il Comò stravince contro il Pisa e la Roma batte di misura il Lecce, sfruttando lo stop della Juve con il Sassuolo. Per la lotta salvezza la Cremonese aggancia il Lecce, con la Fiorentina a +2 sul terzultimo posto

Cagliari vs Napoli

La 30esima giornata si apre con la sfida delle 18.30 tra Cagliari e Napoli. Pronti, via e, come nelle scorse settimane, i partenopei la sbloccano subito: corner battuto corto, con Politano che disegna una gran parabola a rientrare. La sfera arriva a Beukema che fa la sponda per Buongiorno, ma l’ex capitano del Torino manca la battuta: dopo un rimpallo anche con il palo, il pallone diventa buono per McTominay, che sottoporta insacca. Rete che consente ai Campioni d’Italia di poter gestire la partita come meglio credono, ma che rischia anche di tenere in vita i rossoblu. Infatti, gli azzurri attaccano con meno convinzione e dunque il Casteddu resta a una sola lunghezza di distanza. Per i primi 45 minuti, da segnalare un episodio, al minuto 17: Lobotka spazza via ma, nello slancio, colpisce in pieno Folorunsho all’altezza del petto, con il piede a martello. Intervento molto pericoloso dello slovacco, che rischia moltissimo ma viene graziato dal direttore di gara Mariani e dal VAR Marini. Molte le proteste dei padroni di casa, che si concludono però in un nulla di fatto. Nella ripresa i campani vanno vicini al 2-0 con Politano al 56’, ma Caprile disinnesca la splendida combinazione tra l’esterno romano e De Bruyne. Nel finale, grazie all’ottimo ingresso in campo di Paul Mendy, giovanissimo attaccante classe 2007, gli isolani cercano di rendersi più pericolosi ma Milinkovic-Savic non è chiamato a interventi straordinari. Vittoria fondamentale per la squadra di Conte, che supera il Milan in attesa della sfida tra rossoneri e Torino.

Genoa vs Udinese

In serata giocano Genoa e Udinese. Al Ferraris va in scena un match divertente, con il Grifone che domina nel primo tempo: prima Malinovskyi colpisce una traversa clamorosa da calcio di punizione diretto, poi Vitinha si divora un gol già fatto a porta praticamente vuota, infine Colombo non riesce a girare in porta da pochi passi sfiorando il palo. Ma le occasioni per i padroni di casa non terminano qui: al 37’ grande lancio di Malinovskyi per Colombo, che conta i rimbalzi e poi si coordina, centrando la seconda traversa della partita. È un Genoa quasi dominante nei primi 45 minuti, mentre i bianconeri subiscono solamente l’attacco arrembante degli avversari. Nella ripresa il match rischia di cambiare immediatamente: ottima riconquista di Frendrup e passaggio per Colombo, che con un tocco morbido cerca di superare Kabasele ma il pallone non passa. L’arbitro Collu è sicuro: è calcio di rigore. Tuttavia, nonostante ci sia l’impatto con la mano del difensore belga, la posizione del braccio è naturale e non aumenta il volume del corpo, per cui il direttore di gara torna sui suoi passi dopo on field review. E, al 66’, i friulani trovano il vantaggio: ottimo spunto di Zaniolo e cross morbidissimo, con Ekkelenkamp che anticipa anche Bijlow e insacca da pochi passi. Nonostante le occasioni create fino a questo momento, i padroni di casa devono ora inseguire, con il gol subito che è una vera e propria mazzata per quanto visto. Infine, nell’ultimo minuto di recupero, arriva il gol che chiude i conti: lancio lunghissimo di Okoye e buco di Marcandalli, con Davis che si invola verso la porta e poi trafigge l’ex estremo difensore del Feyenoord con un preciso diagonale. Sconfitta amarissima per la formazione allenata da De Rossi, che a causa di un po’ di sfortuna e poco cinismo resta a quota 33; vittoria preziosa, invece, per l’Udinese, che scavalca, provvisoriamente, il Sassuolo.

Parma vs Cremonese

Il sabato inizia con la sfida salvezza tra Parma e Cremonese. La prima frazione di gioco è dedicata allo studio tra le due squadre, con entrambe che faticano a trovare occasioni promettenti per paura di lasciare spazi agli avversari. Nella ripresa cambia però presto il parziale: traversone di Barbieri che viene allontanato da Britschgi: la sfera arriva però sul mancino di Youssef Maleh, che da oltre 25 metri fa partire un missile rasoterra, sul quale non può nulla Suzuki. Rete meravigliosa, con la quale il marocchino torna a segnare in Serie A dopo oltre 4 anni. I grigiorossi volano sulle ali dell’entusiasmo e, al 68’, trovano il raddoppio: Pajero trova Vardy, che con uno splendido passaggio di prima intenzione imbuca per Vandeputte: l’ex Catanzaro si ritrova 1 vs 1 con il portiere e lo infila, trovando così la prima rete nella massima serie italiana. A distanza di quasi 4 mesi, la Cremo torna al successo, nel giorno dell’esordio in panchina di Marco Giampaolo.

Milan vs Torino

Alle 18 il Milan affronta il Torino, con la pressione di dover vincere per evitare di essere sorpassato dal Napoli. Avvio coraggioso degli uomini di D’Aversa, che giocano meglio dei rossoneri nella prima mezz’ora, senza però creare grandi pericoli. Fino ad allora il Diavolo è praticamente assente, specialmente dal punto di vista delle occasioni, ma al 36’ cambia il parziale: respinta corta della difesa su un cross basso di Pulisic, con Pavlovic che aggancia, fa rimbalzare il pallone e poi lo colpisce di mezzo esterno, con la palla che tocca la traversa e poi entra in porta. Una perla dell’uomo che non ti aspetti sblocca una partita difficilissima, in cui sembrava proprio necessaria una giocata individuale. Il Toro però non demorde e, al 44’, trova il meritato pareggio: dopo una parata di Maignan su Zapata e un salvataggio decisivo di Pavlovic su Pedersen, Vlasic riceve al limite, se la sposta con la suola e poi conclude con il mancino, trovando la gran parata di Maignan, anche aiutato dal palo. Ma la sfera resta in zona pericolosa e un rimpallo con lo stesso estremo difensore francese favorisce Simeone, bravo e fortunato a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. Nella ripresa però i meneghini tornano dagli spogliatoi con una carica diversa e i frutti non tardano ad arrivare: ottima imbucata di Modric per Pulisic, con Rabiot che viene servito tutto solo a porta spalancata e appoggia con la coscia, siglando il quinto gol in campionato. Non è finita qui: due minuti più tardi, Athekame trova Fofana smarcato in area, con l’ex Monaco che batte Paleari grazie a un ottimo piazzato. Uno-due impressionante della squadra di Allegri, che dà una spallata quasi decisiva al Torino. I granata però non si arrendono e, al 79’, trovano l’episodio che riapre la partita: Pavlovic prova a proteggere l’uscita di Maignan, ma colpisce Simeone. In un primo momento Fourneau non ravvisa irregolarità, ma poi viene richiamato al monitor e cambia idea: effettivamente Pavlovic allarga il braccio, ma sembra troppo poco per poter concedere un calcio di rigore. Dagli 11 metri è glaciale Vlasic, che fa 3/3 dal dischetto e 8 in stagione. Qualche brivido nel finale per la retroguardia lombarda, ma alla fine il Diavolo conquista i tre punti, vincendo anche la gara di ritorno con lo stesso punteggio dell’andata.

Juventus vs Sassuolo

Alle 20.45 la Juventus affronta il Sassuolo, con la voglia di continuare a combattere nella lotta al quarto posto. Partenza decisa dei bianconeri, che dopo 14 minuti la sbloccano: un lancio lunghissimo di Perin innesca Conceicao, che sfida Garcia con una grande rapidità di passo. Il portoghese fa indietreggiare il difensore in prestito dal Marsiglia e, al momento giusto, scarica su Yildiz: il 10 è bravissimo a tenere bassa la conclusione e a trafiggere Muric, arrivando così in doppia cifra in campionato. È l’unica grande occasione di un primo tempo non molto entusiasmante, con poca intraprendenza da parte dei padroni di casa: si faticano a trovare i varchi giusti e alcuni giocatori risentono delle tante partite giocate, su tutti Yildiz, che nonostante il gol è stato più impreciso del solito, e McKennie, protagonista di una delle peggiori partite della sua (ottima) stagione. E nella ripresa, dopo solo 7 minuti, arriva il pari: ottimo uno-due tra Volpato e Pinamonti, con il trequartista nato in Australia in possesso: l’ex Roma allarga immediatamente su Berardi, che premia lo strepitoso movimento di Pinamonti, preciso nella deviazione dal limite dell’area piccola. L’ex attaccante dell’Inter è stato eccezionale nello smarcamento, ma quante sono le responsabilità di Bremer: il centrale brasiliano sta facendo un po’ fatica dopo essere tornato dall’infortunio, commettendo errori non da lui come in questa circostanza. Ma è negli ultimi 20 minuti che succede di tutto: prima Muric è provvidenziale sul colpo di testa di Boga al 73’, poi, dopo on field review, viene assegnato un calcio di rigore alla Vecchia Signora: gran cross di Kalulu e tentativo di sponda da parte di Vlahovic, con Muharemovic che sfiora il pallone con il braccio in equilibrio precario. Rigore un po’ generoso per i padroni di casa, anche perché il difensore bosniaco viene sbilanciato proprio nel duello con Vlahovic, tornato in campo dopo 4 mesi. È Locatelli a prendersi la responsabilità di battere il penalty: l’esecuzione però lascia a desiderare, con Muric che indovina l’angolo e blocca addirittura il pallone. Al 90’ è sempre l’estremo difensore kosovaro ad essere decisivo: gran cross di Yildiz e incornata di Milik, ma Muric respinge il pallone velenoso. Ai piemontesi non basta il forcing finale per evitare di perdere punti, con Como e Roma che possono ora approfittare del passo falso. È doverosa una critica nei confronti di Spalletti: si fa enorme fatica a segnare e gli attaccanti di peso sono subentrati solamente al 79’. Da quel momento in poi le occasioni create sono state numericamente superiori ai 78 minuti precedenti, motivo per cui ci si poteva aspettare il loro ingresso in campo con un pizzico di anticipo.

Como vs Pisa

All’ora di pranzo di domenica si sfidano Como e Pisa, entrambe in lotta per un obiettivo, sebbene sia ben diverso. E dopo solo 7 minuti si sblocca il match: Moreo sbaglia un’apertura e favorisce Diao, che parte in progressione, sfrutta la sovrapposizione di Douvikas e poi brucia Nicolas, tornando a segnare a distanza di 337 giorni dall’ultima volta. Il senegalese è indiavolato e, al 29’, propizia il 2-0: il 38 rientra sul mancino e, spinto da Caracciolo, favorisce Douvikas al limite dell’area piccola, con l’attaccante greco che spinge in porta per l’11esima volta in questo campionato, portandosi in seconda posizione nella classifica marcatori. Match finora dominato, con la ripresa che si conferma a senso unico: Baturina trova il tris con un gran diagonale, Nico Paz torna al gol dopo un mese con un rasoterra efficace e, nel finale, gioia personale anche per Perrone, che cala il pokerissimo a porta praticamente vuota. Vittoria straripante dei lariani, che volano a quota 57 e guadagnano 2 punti sulla Juventus, in attesa della Roma.

Atalanta vs Verona

Alle 15 si giocano Atalanta-Verona e Bologna-Lazio. Alla New Balance Arena la Dea insegue l’Europa, mentre il Verona cerca punti fondamentali per lotta salvezza. I nerazzurri approcciano con maggiore intraprendenza, con qualche occasione a inizio partita: Montipò si distende al 14’ sulla bella incornata di Krstovic, mentre è decisivo Akpa-Akpro sul colpo a botta sicura di Ederson. Tuttavia, si faticano a trovare spazi, con il vantaggio che arriva al 37’ ed è una grande giocata individuale: Zappacosta riceve una respinta corta della difesa, rientra sul mancino e fa partire un diagonale splendido, che Montipò sfiora soltanto ma non può evitare che termini in fondo al sacco. Terzo gol stagionale per l’ex Torino e Chelsea, che risponde così alla non convocazione di Gattuso per il playoff mondiale. Nella ripresa cambia radicalmente il canovaccio tattico del match: gli orobici abbassano il ritmo e salgono in cattedra gli scaligeri, che tentano il tutto per tutto nei secondi 45 minuti. Al 48’ subito un pericolo: traversone a rientrare di Belghali per Bowie, con l’attaccante scozzese che non arriva sul pallone e soprattutto con Carnesecchi che non si fa ingannare, strepitoso a sfoderare tutti i suoi riflessi per evitare che il pallone termini alle sue spalle. Al minuto 56 arriva anche la chance per chiudere i conti, ma Krstovic non la sfrutta: l’attaccante montenegrino si invola verso la porta e tenta di superare Montipò con il tocco sotto, che però non viene calibrato alla perfezione e scheggia la traversa. Ma nell’ultimo quarto d’ora Orban ha due occasioni molto promettenti: prima lo svizzero spreca da distanza ravvicinata, non inquadrando lo specchio, poi il numero 16 se la ritrova sul destro e tenta di piazzarla dal limite dell’area, con Carnesecchi che si allunga e salva. Vittoria che sa di Europa per la Dea, che torna a vincere in campionato esattamente a un mese di distanza, mentre si fa sempre più dura per il Verona, anche se è da premiare l’ottimo spirito di iniziativa del secondo tempo.

Bologna vs Lazio

Al Dall’Ara va in scena la sfida tra l’ottava e la nona in classifica, con la possibilità per il Bologna di aumentare la distanza e per la Lazio di scavalcare gli emiliani. La prima metà di gara è molto bloccata, con i biancocelesti che cercano di trovare le distanze giuste e con felsinei che risentono delle fatiche infrasettimanali, avendo giocato ben 120 minuti nell’Euroderby contro la Roma. L’unica, grande chance del primo tempo è il potentissimo destro da fuori di Nikola Moro, che colpisce l’incrocio dei pali. Nella ripresa l’equilibrio rischia di modificarsi dopo solo 5 minuti: retropassaggio horror di Dele-Bashiru, con Motta che prova a mettere una toppa ma stende Castro. Dagli 11 metri va lo specialista Orsolini, che in carriera ha trasformato ben 23 rigori su 26 tirati, con una percentuale di realizzazione dell’88%: l’esterno italiano apre il piattone ma Motta intuisce la direzione e blocca in due tempi, compiendo una prodezza. Primo rigore parato in Serie A per il classe 2005 Edoardo Motta che, complice l’infortunio di Provedel, sta giocando con continuità e si sta dimostrando un prospetto molto interessante. Il calcio di rigore è il momento chiave della partita: l’Aquila si carica, mentre i rossoblu si abbattono, con gli stati d’animo opposti che si rivelano decisivi. Al 60’ Ravaglia è super su un gran tiro di Isaksen, che è l’anticipo di ciò che avverrà 12 minuti più tardi: Dia prova a mettersi in proprio e calcia dal limite, con la deviazione che favorisce Taylor: l’ex Ajax se la aggiusta alla perfezione e poi spiazza il portiere, mettendo a segno il suo secondo gol italiano. E, all’82’, l’olandese si ripete: ottima imbucata di Dia per il 24, che supera Ravaglia e insacca nella porta rimasta completamente vuota. Terza vittoria consecutiva per i capitolini dopo quelle contro Sassuolo e Milan, mentre i rossoblu subiscono la 12esima sconfitta in 30 partite, con tutte le energie che sembrano rivolte verso l’impegno europeo.

Roma vs Lecce

Alle 18 la Roma affronta il Lecce, inseguendo Juventus e Como nella lotta al quarto posto. La Lupa può approfittare del passo falso dei bianconeri per agganciarli in classifica e per portarsi a -3 dal Como, con un eventuale insuccesso che potrebbe condannare la squadra di Gasperini a ridimensionare l’obiettivo finale. La Lupa prova a spingere nel primo tempo, ma le occasioni scarseggiano: l’unica vera opportunità è il gol annullato a Pisilli al 24’, per una precedente posizione di offside di Pellegrini. Anche nella ripresa la gara resta molto complicata, con poche giocate individuali per creare superiorità numerica. La Magica è molto statica, ma al minuto 57 un inserimento rompe l’equilibrio: Hermoso ottiene l’uno-due da Malen e sorprende la difesa salentina: il cross dello spagnolo è perfetto sul secondo palo per Vaz, che di testa non lascia scampo a Falcone. Prima gioia personale per Robinio Vaz con i capitolini, ma tanti meriti vanno dati anche a Hermoso, bravissimo a proporsi e a servire un pallone solo da spingere in porta. La partita nel finale si accende, con il Lecce che prova a racimolare almeno un punto dalla trasferta romana: l’occasione al 73’ è gigantesca. Ottima imbucata di Cheddira per N’Dri, con Svilar che salva con il piede: il pallone si impenna e Pierotti colpisce di testa, ma un provvidenziale e miracoloso intervento di Hermoso salva il risultato. La Roma vince di misura e torna al successo dopo un mese durissimo, complice anche la fresca eliminazione dall’Europa League per mano del Bologna.

Fiorentina vs Inter

A chiudere la 30esima giornata, prima dell’ultima sosta dell’anno calcistico, si affrontano Fiorentina e Inter: la viola cerca i 3 punti per andare a +4 sulla zona retrocessione, mentre per i nerazzurri la sfida è delicatissima, con un eventuale caduta che potrebbe riaprire il campionato. Infatti, Milan e Napoli si trovano, rispettivamente, a -5 e -6, con la pressione che potrebbe aumentare se questa distanza fosse confermata al termine della partita. Inizio scoppiettante dei nerazzurri, che dopo 40 secondi trovano il vantaggio: rimessa lunga di Dumfries e palla allontanata, con Barella che ottiene il possesso: il capitano nerazzurro disegna un’ottima parabola per Pio Esposito, che di testa batte De Gea e sigla il gol più veloce del campionato del Biscione. Che avvio per l’Inter e che bella stagione per Esposito, che al primo anno in Serie A si porta a 6 reti in 1212 minuti, oltre a 2 marcature anche in Champions League. La viola è in totale confusione dopo il gol subito a freddo e fatica a reagire, con la capolista che cerca il raddoppio: dopo un’azione personale di Thuram, rinvio sbilenco di Gosens sul quale prova ad approfittarne Esposito, con De Gea che salva tutto. E la pressione continua, con anche una rete annullata al 7’ minuto per offside di Barella. Passano appena 60 secondi e arriva l’episodio più contestato del match: cross di Dumfries sul quale non arriva Esposito, con la sfera che rimbalza sul terreno di gioco e poi termina sul braccio di Pongracic. Il direttore di gara Colombo, il VAR Maresca e l’AVAR Nasca non ravvisano irregolarità, anche se sono molti i dubbi in questa circostanza. I meneghini si lasciano alle spalle le proteste continuano a creare: al 19’ splendida imbucata di Barella per Esposito, che con il piattone sfiora il palo a De Gea battuto. Dopo una partenza burrascosa, pian piano i toscani riescono a prendere le misure e si affacciano dalle parti di Sommer: prima Gudmundsson colpisce con la spalla e non con la testa da distanza ravvicinata; poi Kean arriva in ritardo sull’ottima iniziativa di Brescianini, divorandosi l’1-1; infine viene annullato un gol anche ai padroni di casa, per fuorigioco del goalscorer Kean. Nella ripresa cambia però la partita: la squadra di Chivu, squalificato e sostituito dal suo vice Kolarov, torna dagli spogliatoi con la paura di perdere punti e fatica a trovare delle promettenti trame di gioco, mentre i gigliati provano a conquistare punti fondamentali per la lotta a non retrocedere. E se al 71’ Sommer para una potente conclusione di Ndour, con Bisseck che legge la situazione in anticipo ed evita il tap-in di Brescianini, al 77’ cambia l’epilogo: Barella sbaglia un tocco per Frattesi al limite dell’area e Fagioli allarga per Gudmundsson, la cui conclusione viene parata da Sommer: la sfera resta però in area e stavolta Ndour è più veloce di Bisseck, riuscendo ad arrivare per primo sul pallone e a ribadire in porta. Ecco allora che la Beneamata si lancia all’attacco per gli ultimi minuti: prima Akanji conclude centralmente un rigore in movimento, poi De Gea è super sulla grande girata di Esposito nell’ultima occasione dell’incontro. Pareggio che sa di sconfitta per l’Inter, che in 3 giornate ha ridotto sensibilmente il margine di vantaggio, passando da un potenziale +13 a un +6 sul Milan e a un +7 sul Napoli, con le due inseguitrici che si sfideranno dopo la sosta; è invece un punto d’oro per la Fiorentina, che ha meritato sul campo il risultato e, giocando così, ha ottime probabilità di salvarsi.

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