Un'altra medaglia abruzzese: Di Fulvio bronzo col Settebello

Il pallanuotista pescarese sul podio: l'Italia di Campagna ha battuto il Montenegro per 12-10
Profuma d'Abruzzo anche la 27^ medaglia conquistata dall'Italia alle olimpiadi di Rio 2016 grazie al Settebello di Francesco Di Fulvio, pescarese doc. Contro il Montenegro, battuto con il risultato di 12-10, l’Italia si conferma fra le potenze della pallanuoto mondiale. Dopo l’argento di Londra arriva il bronzo di Rio, ma non si tratta di un passo indietro. Rispetto al gruppo di quattro anni fa questo, fatta eccezione per la chioccia Tempesti, è un collettivo molto giovane che può guardare al futuro con entusiasmo e fiducia. Lo schiaffo subito in semifinale con la Serbia è stato assorbito in fretta e non ha lasciato strascichi nell’impegnativa sfida per il bronzo con il sempre ostico Montenegro. Una gara che i ragazzi di Campagna hanno avuto in pugno fin dall’inizio, anche nei suoi momenti più equilibrati, fino al 12-10 finale. Eroi di giornata i fratelli Presciutti autori del 50 percento delle reti italiane: ben quattro Christian e due Nicholas.
A distanza di 24 anni un pescarese conquista una medaglia olimpica nella pallanuoto maschile. Francesco Di Fulvio dopo Marco D'Altrui e Amedeo Pomilio. Allora, nel 1992, fu oro a Barcellona con il successo sui padroni di casa della Spagna. Stavolta è un bronzo che, però, sa tanto di metallo più pregiato. Il pescarese classe 1993, che ha compiuto 23 anni una settimana fa proprio in ritiro al villaggio olimpico, è uno dei protagonisti principali del settebello azzurro salito sul gradino più basso del podio della rassegna brasiliana a cinque cerchi. L'avvio della finalina è da favola con due reti azzurre nel breve volgere di 30''. Spicca in particolare la seconda realizzazione di Nicholas Presciutti con un assist da favola di Francesco Di Fulvio che smarca con una deliziosa palombella smarca il compagno di squadra solo davanti alla porta avversaria. Il Montenegro riduce le distanze ma prima della sirena è proprio la freccia azzurra con la calottina numero 2 che prova la conclusione, smorzata da Radic. Pioggia di reti nella seconda frazione di gara: le due squadre ne segnano 3 per parte e l'Italia può andare in vantaggio di una lunghezza all'intervallo lungo. Ancora a secco il pescarese in forza alla Pro Recco che però continua a mettersi in evidenza come uomo dell'ultimo passaggio. Gli azzurri allungano nel terzo tempo con un 4-3 che porta il parziale sul 9-7. Vanno a bersaglio praticamente tutti, da Figlioli a Gallo, da Nora ai fratelli Presciutti, tranne Francesco Di Fulvio che da buon soldatino si rende utile in copertura recuperando palloni preziosi per le veloci ripartenze dei compagni e chiudendo a 9 reti complessive nella speciale classifica dei cannonieri. Il Montenegro si riavvicina pericolosamente all'Italia nell'ultima frazione: sul 10-11 c'è anche la palla del pareggio che ''saracinesca'' Tempesti blocca. Poi Mattia Aicardi toglie le ragnatele dalla retina e la festa per il bronzo può iniziare. Sandro Campagna e Amedeo Pomilio finiscono in acqua, buttati giù senza troppi complimenti. E dopo il bagno più dolce è proprio il vice allenatore della nazionale italiana Amedeo Pomilio che si presenta ai microfoni della Rai per un'analisi della partita ''I ragazzi hanno dato il cuore all'italiana maniera. Non hanno mollato un secondo e hanno messo la testa nei momenti decisivi. Sono da promuovere tutti, senza distinzioni. E' il bronzo del cuore con 7 debuttanti. E' stato un anno tribolato perchè ci siamo dovuti qualificare dopo una stagione massacrante, piena zeppa di impegni, ottenendo il gol decisivo per Rio a 7'' dal termine''. Ora, finalmente, è giunto il momento di riposarsi. Francesco Di Fulvio si gode la medaglia insieme alla fidanzata Francesca, a mamma Monica e a zia Brunella giunti direttamente in Brasile per seguire da vicino le imprese del loro prediletto.
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