Serre subacquee, nuova idea per il Parco marino del Cerrano

25 Agosto 2015

I fondali coltivati come orti di campagna. L’idea esposta in un convegno a Pineto

PINETO. I fondali del parco marino del Cerrano dal 2016 potrebbero essere coltivati come orti di campagna. Lo scorso 20 agosto a Pineto si è svolto un singolare convegno dal nome ‘Nutrire il mondo - L' Amp del Cerrano possibile laboratorio di ricerca per colture innovative’.

E’ intervenuta Rita Auriemma, professoressa dell’università del Salento e nota archeologa subacquea, che ha parlato delle caratteristiche dei fondali davanti alla Torre e del suo antico porto antistante. A seguire, Laura Marroni della fondazione Dan Europe “Il giardino di Nemo” ha illustrato come sia possibile fare agricoltura in mare con le serre subacquee. A termine del convegno a spiegare il progetto nella sua integralità è stato proprio il suo ideatore, Sergio Gamberini che, collegato in diretta dai fondali di Noli Ligure, ha mostrato da 10 metri di profondità come avviene la coltivazione nelle serre sommerse. L’iniziativa è nata nel 2012 da un’idea proprio di Gamberini, presidente del gruppo Ocean Reef a Noli in Liguria che ha realizzato e installato delle strutture subacquee in cui coltivare vegetali terrestri destinati all’alimentazione umana.

Si tratta di biosfere galleggianti, in vinile semitrasparente, ancorate al fondo marino, all’interno delle quali esperti “agrinauti” coltivano erbe aromatiche e ortaggi come pomodori, insalata e fragole. Il progetto si annuncia rivoluzionario, soprattutto se applicato in zone dove le condizioni climatiche e ambientali non sono ideali per consentire i consueti metodi di coltivazione. Questo particolare metodo, infatti, non prevede l’uso di pesticidi e antiparassitari, consente un notevole risparmio d’acqua e risorse, usa energie rinnovabili ed è quindi assolutamente ecologico.

Il progetto è stato anche illustrato all’Expo di Milano a giugno, suscitando forte l’interesse sia perché si tratta di un’innovazione a livello mondiale sia perché potrebbe essere applicato sperimentalmente sulla costa teramana e nello specifico nello specchio d’acqua di fronte la Torre. Tra le caratteristiche fondamentali delle biosfere subaquee c’è che, di giorno, l’aria interna aumenta di qualche grado. Questo fa sì che l’acqua marina a contatto con la biosfera evapori e si condensi sulle pareti di plastica, formando di fatto acqua dolce utile per innaffiare quello che possiamo chiamare “l’orto marino”. (d.f.)

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