Sfollata muore di legionella. Avvisi di garanzia a 4 medici

13 Maggio 2010

La donna era alloggiata in un albergo della costa teramana. Inchiesta sul decesso avvenuto la scorsa estate dopo il trasferimento ad Ancona

TERAMO. Anziana sfollata aquilana muore di legionella, i familiari presentano un esposto e la procura teramana avvia l’inchiesta. E’ un fascicolo avvolto da uno stretto riserbo quello che il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni ha aperto sul caso di una pensionata di 85 anni deceduta nell’agosto dell’anno scorso in un ospedale di Ancona.

Per ora ci sono quattro indagati: si tratta di altrettanti medici dell’ospedale di Atri. Per tutti l’ipotesi di reato contestata dalla procura è quella di omicidio colposo. Secondo i familiari questi medici avrebbero diagnosticato alla donna un tumore al polmone, senza accorgersi della legionella.

L’infezione, infatti, sarebbe stata scoperta solo all’ospedale di Ancona, dove l’anziana sarebbe stata trasferita su volontà degli stessi familiari e dove è morta. Il pm ha fatto sequestrare tutte le cartelle cliniche e ha disposto una consulenza medica: sarà un perito a riesaminare la documentazione per fare chiarezza sulla dinamica dei fatti.

IL FATTO
. La donna è morta nell’agosto del 2009 all’ospedale di Ancona e a marzo i familiari hanno presentato un esposto alla procura teramana.

Secondo la ricostruzione dei familiari l’anziana donna, dopo un breve periodo trascorso in una tendopoli, era stata trasferita in un albergo della costa teramana e successivamente in un appartamento, sempre sulla costa teramana. A fine luglio cominciano i primi malesseri: l’anziana accusa continui malori e soprattutto febbre. Viene ricoverata all’ospedale di Atri dove è sottoposta a numerosi accertamenti. La diagnosi dei medici, scrivono i familiari nell’esposto, è quella di un tumore al polmone. Le condizioni della donna peggiorano e viene trasferita all’ospedale di Ancona. I medici marchigiani fanno subito un’altra diagnosi: non è tumore, ma legionella. Per la donna, però, è troppo tardi: muore qualche giorno dopo il ricovero.
Da Ancona parte la segnalazione e immediatamente vengono fatti dei controlli negli edifici in cui la donna è stata per accertare se la trasmissione è avvenuta attraverso gli impianti di condizionamento. Gli esiti dei controlli, affidati ai Nas, sono tutti negativi. La donna non ha contratto l’infezione nè in hotel e nè nella casa che l’ha ospitata. L’anziana, dunque, potrebbe averla contratta in qualche altro posto.

LA DENUNCIA. A marzo i familiari presentano un esposto denuncia alla procura teramana. Chiedono di capire che cosa sia successo e raccontano i fatti: da quando l’anziana sfollata è arrivata sulla costa a quando è finita all’ospedale di Atri. Il caso viene affidato al pm Stefano Giovagnoni che avvia subito le indagini e fa sequestrare le due cartelle cliniche: quella all’ospedale di Atri e quella all’ospedale di Ancona. I test fatti nell’ospedale marchigiano danno un solo risultato: l’anziana era affetta da legionella ed è morta per questo. Almeno è quello che i medici scrivono nel referto.

Nella cartella clinica dell’ospedale di Atri, invece, si parla di una forma tumorale al polmone che ha determinato l’aggravamento delle condizioni dell’anziana. Giovagnoni affida una consulenza e incarica un perito di visionare tutte le carte.

Prima però iscrive quattro medici dell’ospedale di Atri nel registro degli indagati: un atto dovuto in questa prima fase delle indagini per consentire a loro di nominare dei periti di parte. La consulenza del ctu verrà fatta sulla base della documentazione medica e non ci sarà nessuna riesumazione.

I risultati dovrebbero essere riconsegnati tra sessanta giorni.

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