Tassa sui rifiuti, a Teramo partono 5 mila accertamenti

Migliaia di famiglie devono mettersi in regola con le bollette, è ressa allo sportello
TERAMO. In fila per ore, accalcati a decine in pochi metri quadri, per chiarire la propria posizione rispetto alla Tia, la tariffa d'igiene ambientale. Accade da giorni - e continuerà ad accadere per settimane - a migliaia di teramani, che si sono visti recapitare dalla Teramo Ambiente, via raccomandata, la richiesta di recarsi nell'ufficio Tia di via Vezzola in quanto non figurano nell'anagrafe della tariffa in questione.
CHI SONO. Si tratta di circa cinquemila persone. Cittadini che, per diversi motivi, non pagano affatto il servizio di raccolta dei rifiuti o non pagano il giusto. Il caso più classico è quello di chi ha cambiato casa e riteneva che bastasse il cambio di residenza, regolarmente registrato all'ufficio anagrafe, per ricevere la nuova bolletta della Tia. Invece no: gli uffici comunali non comunicano tra loro e ogni nuovo residente, o comunque ogni nucleo familiare interessato da una modifica del proprio status, dovrebbe andare di persona all'ufficio Tia per mettersi in regola. Ovviamente, oltre a quelli in buona fede, nel mazzo ci sono anche i furbi. E comunque chi non si metterà in regola, omettendo di presentarsi allo sportello, verrà sanzionato.
600MILA EURO. «Eravamo partiti», dice il presidente della Team Fernando Cantagalli, «da oltre seimila lettere, ma siamo riusciti a scremare qualcuno. Ad esempio, coloro che erano agganciati a un capofamiglia nel frattempo defunto. Possibili errori li abbiamo messi nel conto, ma contiamo che 3.200-3.300 accertamenti andranno a buon fine. La nostra stima, ed è una stima al ribasso, è che incasseremo 600mila euro di Tia non pagata. Con questi soldi potremo abbattere la tariffa, già nel 2012, del 4-5 per cento». Insomma: l'accertamento in corso non è l'ennesima stangata, ma nasce dal principio dell'equità fiscale e mira a ripartire la spesa per l'igiene ambientale su un numero maggiore di utenti.
I DISAGI. Il problema è che lo sportello Tia è troppo piccolo per reggere l'urto di così tanta gente. Ieri mattina alle 11 chi entrava staccava il biglietto numero 110 mentre gli addetti stavano servendo il 55. L'attesa media, se non si arriva molto prima dell'apertura dell'ufficio, è di oltre due ore. Cantagalli lo sa e dice: «Dal mese prossimo avremo in affitto altri 120 metri quadri in via Vezzola, così allargheremo l'ufficio Tia». Quanto al problema della mancata comunicazione anagrafe-ufficio Tia, il presidente della Team annuncia: «Siamo disposti ad accollarci la metà della spesa per un programma informatico che dovrebbe comprare il Comune e che consentirebbe l'aggiornamento in tempo reale dei dati, evitando di dover incrociare quelli di uffici diversi».
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