È annegato in un canale del Fucino il giovane papà scomparso da casa

Gli investigatori ipotizzano un incidente, il 33enne può aver perso l’orientamento ed è scivolato in acqua Ritrovamento dei sommozzatori. L’uomo lascia un bimbo di 9 mesi, la sparizione dopo il battesimo
CERCHIO. È stato ritrovato dentro un canale nel Fucino il corpo senza vita di Manuel Di Nicola, il 33enne di San Benedetto dei Marsi che aveva fatto perdere le sue tracce domenica sera. La tragica svolta ieri, dopo sei giorni. Il giovane padre è stato scoperto intorno a mezzogiorno dai reparti fluviali dei vigili del fuoco, arrivati da Roseto, sul greto di un fosso a circa un metro e mezzo di profondità nel territorio del comune di Cerchio. Sulla vicenda la Procura di Avezzano ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti. Titolare del fascicolo è il pubblico ministero Maurizio Maria Cerrato. Le indagini sono coordinate dal capitano Luigi Strianese, a capo della compagnia dei carabinieri di Avezzano.
Al momento l’ipotesi investigativa più accreditata è quella dell’incidente con tragico epilogo. Da una prima ricognizione del medico legale, sul corpo dell’autotrasportatore non sono stati rinvenuti segni tali da far ipotizzare una morte violenta, ma stando ai primi riscontri il decesso è sopraggiunto per annegamento. Tuttavia sarà l’autopsia disposta dal magistrato a far luce sull’esatta causa della morte. Con probabilità l’esame verrà eseguito domani dalla dottoressa Simona Ricci.
Il canale irriguo in cui è stato ritrovato il corpo senza vita del 33enne, noto come Cintarella, dista circa 800 metri in linea d’aria dal punto in cui domenica scorsa è stata lasciata la macchina. Secondo il racconto della moglie, Manuel si è allontanato volontariamente dopo un pranzo in famiglia per festeggiare il battesimo del figlioletto di appena 9 mesi. La Fiat Punto bianca, a bordo della quale ha fatto perdere le sue tracce, era di proprietà del suocero. Individuata durante un sorvolo aereo dall’elicottero dei vigili del fuoco, l’utilitaria è stata ritrovata aperta, con le chiavi inserite nel quadro e le ruote impantanate nel fango all’interno di un terreno agricolo a 300 metri dalla Provinciale 19 tra San Benedetto e Cerchio. La scomparsa del 33enne però è stata denunciata solo mercoledì. È stata la moglie, Marianna Santilli, a presentarsi dai carabinieri della stazione di San Benedetto e a far scattare le ricerche sottolineando che il marito aveva lasciato il cellulare a casa. Sia il telefono che l’auto sono stati posti sotto sequestro per accertamenti investigativi.
Al momento gli inquirenti sembrano escludere il coinvolgimento diretto di terze persone, ma non il fatto che la vittima possa essere uscita di casa per incontrare qualcuno la stessa sera della scomparsa ed essere rimasto vittima di un incidente mentre cercava di far ritorno a casa. Un aspetto sul quale si stanno concentrando gli sforzi degli investigatori che hanno già ascoltato familiari e amici in cerca di indizi. Intanto, si sta passando al setaccio anche il cellulare per verificare se tra le chiamate e i messaggi possa nascondersi qualche informazione. Forse dopo un appuntamento l’autotrasportatore è risalito a bordo della Fiat Punto, ma le ruote rimaste impantanata nel fango lo hanno costretto a proseguire a piedi. È nel tentativo di raggiungere la strada che a causa del buio e della pioggia battente Manuel Di Nicola potrebbe essere scivolato nel canale perdendo la vita la sera stessa della scomparsa. Il corpo è stata portato all’obitorio dell’ospedale.
Il sindaco Quirino D’Orazio proclamerà il lutto cittadino. «Purtroppo la scomparsa del nostro concittadino si è conclusa nel peggiore dei modi», dichiara affranto, «conoscevo molto bene Manuel e conosco anche tutta la sua famiglia. Era un bravo ragazzo e un gran lavoratore. Era diventato papà da pochi mesi. Sono molto dispiaciuto per questa giovane coppia. Tutta la comunità di San Benedetto è incredula».
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