È lite sulla musica di Halloween: il caso movida davanti al prefetto

2 Novembre 2022

Nel mirino la deroga comunale per la diffusione sonora fino alle 4 a Campo di Pile e alle 2 in centro L’opposizione spedisce le carte a Torraco, mentre il comitato dei cittadini minaccia denunce penali 

L’AQUILA. La musica di Halloween finisce sul tavolo del prefetto Cinzia Torraco. Ce la porta l’opposizione, mettendo nel mirino l’ordinanza con cui il Comune dell’Aquila ha consentito la diffusione sonora in deroga fino a notte fonda per i grandi eventi dei giorni scorsi, motivandola con un «evidente fine pubblico» e con l’obiettivo della «integrazione sociale». E l’associazione dei cittadini del centro storico minaccia denunce penali.
L’ORDINANZA E I DUE EVENTI
“Deroga ai limiti delle emissioni sonore in occasione del festival musicale Circo Momo Halloween 2022 e della Notte nera”: questo l’oggetto dell’ordinanza firmata il 27 ottobre dal sindaco Pierluigi Biondi con il suo vice Raffaele Daniele e l’assessore Fabrizio Taranta, oltre ai dirigenti Luca Iagnemma e Lucio Luzzetti. L’ordinanza consentiva la musica fino alle 4 della notte, dal 28 ottobre al primo novembre, per il Circo Momo, che ha portato folle di giovani a ballare con dj e grandi nomi in via Saragat a Campo di Pile, e fino alle 2 per la Notte nera del 31 ottobre nel centro storico. «Le manifestazioni richiameranno un grande afflusso di pubblico e in esse è evidente il fine pubblico perseguito e la relativa finalità collettiva, tesa alla integrazione sociale, allo sviluppo culturale e, più in generale, alla valorizzazione del territorio»: così nell’atto si motiva l’uso della deroga.
LA LETTERA AL PREFETTO
«Abbiamo scritto al prefetto Cinzia Torraco per un confronto necessario in merito all’ennesima ordinanza sindacale che va in deroga agli orari degli eventi e delle emissioni sonore», scrivono Paolo Romano, capogruppo consiliare dell’Aquila Nuova, Lorenzo Rotellini, consigliere di L’Aquila Coraggiosa, e Alessandro Tomassoni, consigliere del Passo Possibile. «Nonostante la problematica si sia già verificata in tutti gli eventi estivi e sia stata oggetto di ben tre commissioni consiliari, anche per Halloween è stata emanata apposita ordinanza sindacale che dispone l’autorizzazione alla deroga al limite orario», continuano, spiegando: «Pur riconoscendo alla città il diritto a qualunque festeggiamento, compreso quello di Halloween, abbiamo il dovere di richiamare al rispetto delle regole: nel Comune dell’Aquila l’orario per gli spettacoli musicali è fissato alla mezzanotte dal Regolamento di polizia municipale del 2016, che mai è stato voluto cambiare da questa amministrazione; ne consegue che le ordinanze finora utilizzate non possono disapplicare il regolamento e che la giunta e il sindaco sono vincolati al rispetto degli atti fondamentali approvati dall’assise municipale».
Poi ancora: «È chiaro che il parere del prefetto diventa molto importante. Ma quello che più di tutto ci preme chiarire è che non deve più passare la narrazione della guerra tra esercenti e residenti, perché sposta solo l’attenzione dall’inerzia di questa giunta, che preferisce che i cittadini diventino scudi per nascondere l’inefficacia della sua azione: se si vogliono gli spettacoli fino a notte fonda si deve avere il coraggio di cambiare il regolamento portandolo e approvandolo in consiglio comunale.
LA MINACCIA DEL COMITATO
Sull’ordinanza tuona anche l’associazione “Cittadini del Centro storico” della presidente Claudia Aloisio. «Ennesima deroga ai limiti all’uso notturno di amplificatori nel centro storico, ennesimo provvedimento illegale che la giunta Biondi assume in danno del diritto al sonno e al riposo di chi vive in centro storico», scrive l’associazione. «La disciplina vigente non contempla la possibilità di derogare ai limiti di rumore e di orario se non per manifestazioni di rilevanza nazionale e l’ordinamento sugli enti locali non attribuisce a sindaco, vicesindaco e assessori il potere di deroga ai regolamenti comunali». E ancora: «Agiremo per la tutela dei cittadini in ogni sede consentita, non esclusa quella penale».
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