È morto il giornalista Romano: raccontava le storie degli “ultimi”

30 Novembre 2021

Aveva 60 anni ed è stato promotore anche di iniziative in favore dell’intercultura e dell’integrazione Docente ed esperto di informatica, con la sua web tv dava voce alle periferie. Tanti messaggi sui social

L’AQUILA. Lutto nel mondo del giornalismo e della comunicazione. È morto ieri, a 60 anni, Salvatore Romano, giornalista, ideatore, responsabile marketing di numerosi progetti editoriali.
Uno dei più recenti, fondato nel 2013 da suo figlio Manuel, fotoreporter, lo vedeva come direttore finanziario: parliamo di NurPhoto Agency una vera e propria agenzia dal respiro internazionale la cui “mission” era quella di accendere i riflettori (“nur” in arabo vuole dire luce) alle storie, ai luoghi e agli eventi. Quello stesso spirito che guidava le scelte editoriali dell’associazione culturale “L’impronta”, a partire dall'omonima testata nata nel 2004 e diretta dalla moglie di Romano, Luisa Stifani. Non solo, la sensibilità nei confronti del sociale lo aveva spinto a fondare una web tv che raccontava periferie, marginalità, minoranze, oltre a realtà oscurate dai media. «Un modo», diceva, «per guardare non solo ai bisogni della maggioranza, ma anche alle esigenze e alle storie delle minoranze, di coloro che non hanno voce, specie in una città colpita dal terremoto. I nostri diretti interessati sono gli ultimi».
Diverse, inoltre, le iniziative in favore dell’intercultura e dell’integrazione, anche con le comunità straniere presenti sul territorio.
Salvatore Romano era anche docente di matematica e fisica, oltre che informatica e tecnologie e aveva lavorato in vari istituti superiori (Liceo artistico, Scientifico, Is Amedeo Savoia) così come al Liceo Classico Torlonia di Avezzano e alla scuola di specializzazione Cnos-Fap. Per oltre 6 anni è stato dipendente Technolabs e, prima ancora, responsabile ufficio acquisti alla Siemens.
Ha lavorato a lungo anche alla Italtel ed è stato per anni presidente dei soci e coordinatore degli Stati generali della Coop L’Aquila.
Tantissimi i messaggi di cordoglio sui social network non appena la notizia si è diffusa. «Ciao Salvatore», si legge fra i tanti messaggi, «una brava persona come te lascia grandi vuoti in tutti noi».
Alla moglie Luisa e al figlio Manuel le condoglianze della redazione del Centro.
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