È morto il presidente Pasquale Volpe

Fino a tre anni fa era al vertice della Federazione abruzzese. Aveva 85 anni, ieri mattina ha avuto un malore in casa
L’AQUILA. È morto ieri mattina, a causa di un malore, nella sua casa dell’Aquila, Pasquale Volpe, fino a tre anni fa presidente del Comitato regionale della Federazione pattinaggio italiana, di cui è rimasto presidente onorario. Pasquale Volpe (“Pasqualino” per amici e parenti) aveva 85 anni e lascia la moglie, Angela Onori, docente e scrittrice, e le tre figlie, tutte sposate, Alessandra, Raffaella e Claudia, che hanno dato al nonno cinque nipoti.
È stata proprio la moglie, ieri mattina, ad accorgersi del malore. Era in bagno, quando ha sentito un tonfo in cucina e ha trovato il povero marito steso sul pavimento. Ma a quel punto non c’era già più nulla da fare. Inutili i soccorsi.
I funerali saranno celebrati questa mattina, alle 11, nella chiesa di San Silvestro, nel centro storico.
Immediate le reazioni del mondo sportivo e del pattinaggio in particolare. Volpe, che durante la vita professionale era funzionario dell’Enel, ha dedicato la sua esistenza al pattinaggio a rotelle e uno dei suoi sogni era quello di vedere la disciplina annoverata tra quelle olimpiche. Sogno che, purtroppo per lui, non si è realizzato. Volpe è stato per il pattinaggio quello che è stato Vittorio Maturo per l’atletica leggera in Abruzzo. Anche Pasqualino Volpe ha iniziato nella Libertas (prima un passaggio nell’Aquila Rugby) e da lì ha cominciato a sfornare campioni del calibro di Sabatino Aracu e incrociando atleti di caratura mondiale come Roberto Marotta e Corrado Ruggeri. Ha fondato la società Pattinatori L’Aquila, con la quale è stato il primo in Italia a organizzare i Campionati europei di pattinaggio indoor nell’unica pista coperta a livello nazionale, che era all’Aquila, in viale Ovidio, in quello che impropriamente era chiamato palazzetto dello sport, ma che in realtà aveva inventato proprio lui, Volpe. È stato insignito della prestigiosa medaglia d’oro, massima onorificenza federale, mentre dal Coni era stato insignito della Palma d'oro, d'argento e di bronzo. Era anche Cavaliere della Repubblica.
Ieri è arrivato il messaggio della Federazione pattinaggio abruzzese: «Forza trainante e coinvolgente del mondo rotellistico abruzzese. La sua vitalità, l’intraprendenza, la disponibilità e la determinazione gli hanno permesso di ricoprire con successo numerose cariche nel mondo sportivo, cui ha dedicato gran parte della sua vita, prima da atleta e poi da tecnico e dirigente. Negli anni ’50 inizia la sua carriera come atleta di valore nazionale nella società L’Aquila Rugby e successivamente nella Libertas L’Aquila dove è diventato anche allenatore, dando vita alla famosa scuola aquilana che ha sfornato tanti campioni, tra i quali il nostro presidente Sabatino Aracu, profondamente turbato per la perdita dell’amico Pasquale. In seguito è stato istruttore nazionale federale, formando campioni di alto livello, oggi ai vertici dirigenziali federali nazionali e internazionali».
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