È scontro Cam-Monte Magnola
Gli avvocati del Consorzio: faremo ricorso in appello contro la srl
AVEZZANO. Dopo la revoca, da parte del tribunale di Avezzano, del decreto ingiuntivo col quale il Cam aveva intimato alla società Monte Magnola di Ovindoli il pagamento di 355mila euro per le fatture non evase, i legali del Consorzio annunciano il ricorso in appello. Le fatture riguardano la fornitura di acqua per alimentare i cannoni spara neve e garantire l’adeguato innevamento artificiale delle piste. Il decreto ingiuntivo era stato emesso il primo marzo 2018. «Si tratta di una sentenza non definitiva», evidenziano gli avvocati del Cam Rosario Scicchitano e Luigi Ranalletta, «e che quindi risulta certamente impugnabile sulla base di precise disposizioni di legge, nonché in forza della documentazione in nostro possesso e della cui bontà restiamo ancora fermamente convinti. Infatti nel decreto ingiuntivo posto alla base della controversia, le tariffe inserite nelle fatture di cui è stato chiesto il pagamento sono state riferite a due diverse delibere dell’Ente d’ambito Ato 2 Marsicano. Quindi la modulazione delle tariffe applicate agli usi non domestici non può essere inferiore a quella richiesta dal Cam. Questo lo spiegheremo nell’appello, che presenteremo al più presto. Ci rammarica il fatto che Monte Magnola Impianti srl si sia dichiarata pubblicamente creditrice del Cam e addirittura in diritto di pretendere la restituzione della somma di 215mila euro quando, anche a voler condividere la sua posizione circa il profilo tariffario applicabile (che comunque contesteremo) la somma non risulterebbe sufficiente a coprire i consumi goduti». (p.g.)
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