3G, bocciati gli esodi incentivati

Cento dei 102 dipendenti in mobilità non hanno ritirato il modulo
SULMONA. Sono appena due su 102 i lavoratori che hanno ritirato i moduli di accettazione dell’esodo volontario. Ma si dovrà ancora vedere se li compileranno.
La stragrande maggioranza dei lavoratori della 3G, il call center che ha avviato la mobilità per 102 di loro su un totale di 400, non gradisce la proposta dell’azienda, arrivata dopo una lunga trattativa con le parti sociali. I sindacati sono riusciti a strappare un incentivo all’esodo di sei mensilità nette, 24 mesi di naspi (indennità di disoccupazione) e il tfr, pari a circa 28mila euro per un contratto di lavoro part-time.
«Comprendiamo anche la confusione dei lavoratori», spiega il segretario regionale Fistel Cisl Antonio De Simone, «del resto vengono anche da quattro anni di ammortizzatori sociali. Ma i licenziamenti sono stati annunciati e sarebbe meglio per tutti scegliere alcune soluzioni, piuttosto che arrivare a farsele imporre. La 3G Spa presenta un buco di bilancio di circa 1,3 milioni di euro, pertanto non vi sono alternative rispetto alla riduzione dell’organico attualmente in servizio».
Visto il percorso di stabilizzazione avviato dal call center sulmonese negli anni scorsi, si sperava in un futuro più roseo per i lavoratori, nonostante i contratti di solidarietà scaduti il 31 luglio e avviati per scongiurare i 79 esuberi dichiarati in passato.
Regime che prevede la diminuzione delle ore di lavoro e di conseguenza l’abbassamento dei costi degli stipendi per la società, mantenendo salvi sia i contributi che il tfr. C’è da ricordare che a settembre del 2011 l’azienda non aveva rinnovato i contratti a tempo determinato a 90 operatori del call center.
Federica Pantano
©RIPRODUZIONE RISERVATA

