A Campo 78 la figlia di un prigioniero

10 Aprile 2022

Sulmona, la donna inglese nel luogo del quale il padre le aveva tanto parlato

SULMONA. C’è un legame tra campo 78 e l’Eden camp di Malton, nel North Yorkshire. Nell’ex campo di prigionia dell’Inghilterra ci sono 33 baracche di cui una è dedicata a campo 78 di Sulmona. Nella struttura a Fonte d’Amore vennero tenuti prigionieri diversi inglesi che, una volta liberati, vollero ringraziare così la popolazione di Sulmona che offrì loro aiuto. Nei giorni scorsi una delegazione di inglesi, americani e australiani ha visitano campo 78. Ad accompagnare il gruppo il vicesindaco, Franco Casciani, che da anni segue questi interscambi e lavora per fare in modo che l’unione tra i due ex campi di prigionia possa essere ancora più salda. Durante la visita del gruppo è stata illustrata la storia di quello che fu luogo di prigionia nelle due Guerre mondiali e che, oggi, è divenuto un luogo della memoria, nel segno della libertà. «Seguo da molto tempo campo 78 e l’Eden camp di Malton», ha precisato Casciani, «e spero un giorno che questo interscambio culturale possa permettere ai giovani e non solo di conoscere queste due strutture e le loro storie. Ci lavorai già sette anni fa e ora sto continuando perché è un patrimonio che non può essere disperso. L’Eden camp è diventato un grande museo legato alla Seconda guerra mondiale dove ogni anni si recano in visita 150mila persone e che dà lavoro a 52 addetti. Un esempio sicuramente per campo 78 dove sono ripresi i lavori di ristrutturazione». Nella visita si è potuta toccare con mano l’emozione della figlia di un ex prigioniero arrivata dall’Inghilterra per vedere dove il padre era stato rinchiuso. «Questa donna è cresciuta con i racconti del papà che oggi non c'è più», ha concluso Casciani. «Le parlava di Campo 78 e del grande altruismo della gente di Sulmona. Per questo è voluta venire di persona a vedere questo luogo». (e.b.)
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