«A Capistrello intimidazioni para-mafiose»

Croce e Piacente (Pd) dopo i danneggiamenti al testimone dell’inchiesta: «Sia fatta giustizia»
CAPISTRELLO. L’intimidazione al costruttore Marco Lusi, ingegnere di Capistrello, uno dei principali testimoni nell’inchiesta che lo scorso novembre ha portato all’arresto del sindaco Francesco Ciciotti, viene definitiva «gravissima» e «para-mafiosa» da Alessandro Croce, segretario del circolo Pd del paese, e da Francesco Piacente, già capogruppo dell’opposizione in consiglio, sempre del Pd.
A Lusi è stata danneggiata l’auto. Episodio avvenuto a pochi giorni dalla lettera anonima con minacce di morte all’indirizzo del geometra comunale Dario Bucci, altro teste chiave nella vicenda giudiziaria.
«Ciò che sta accadendo in queste ultime settimane a Capistrello ha dell’incredibile», afferma Croce, «le intimidazioni e gli atteggiamenti para-mafiosi, che stanno emergendo nei fatti di cronaca, chiamano l’intera comunità locale a una reazione immediata, ferma e inequivocabile. Il circolo Pd condanna in modo risoluto il gesto inqualificabile che è stato perpetrato nei confronti di un imprenditore locale, che segue quello ugualmente grave all’indirizzo di un dipendente comunale, ed esprime nei confronti di entrambi piena solidarietà. Capistrello e i capistrellani non possono essere ricondotti a simili atteggiamenti di infima intimidazione. Bisogna gridare con forza che Capistrello e i capistrellani non sono questo».
E Piacente aggiunge: «Quanto accaduto è gravissimo ed è giusto dare voce all’indignazione delle persone per bene che guardano sgomente a questi gesti inquietanti. Dopo il fallimento amministrativo della passata giunta, finita nel peggiore dei modi, il paese vuole riprendere un cammino sereno, guardando al futuro con rinnovata speranza. Bisogna ricostruire un progetto di convivenza civile nel quadro di un confronto politico equilibrato e rispettoso, mettendo da parte l’arroganza e la prevaricazione cui abbiamo assistito in questi anni. Nuove idee, nuove energie, più coesione per il bene del paese. Sia lasciata libera questa comunità di riprendere il proprio cammino: la maggioranza silenziosa fatta di lavoratori e persone oneste ripudia certi metodi e si stringe intorno alle vittime sperando che presto sia fatta chiarezza e giustizia».
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