A casa 120 operai di grandi aziende Così si fronteggiano le emergenze

21 Gennaio 2022

Funziona lo smart working alla LFoundry. La Fiamm-Siapra evita focolai con uno screening preventivo La Uilm-Uil: «Nella fabbrica delle batterie distribuite (e cambiate ogni giorno) le mascherine Ffp2» 

AVEZZANO. La pandemia sta creando difficoltà anche nelle aziende del comprensorio marsicano: solo circa 120 al momento i dipendenti delle grandi aziende a casa in quarantena, molti quelli che stanno osservando lo smart-working (o lavoro agile) per contenere i contagi. Tanti altri i casi in realtà medio-piccole. Vediamo qual è la situazione nei principali stabilimenti produttivi.
LFOUNDRY
Nell’azienda più grande del territorio, dove si producono memorie volatili, su 1.300 lavoratori 42 sono attualmente a casa perché hanno contratto il covid o perché hanno avuto un contatto stretto con un positivo (e sono in quarantena). Un numero limitato e controllato anche grazie al lavoro agile per il quale le organizzazioni sindacali hanno chiesto un potenziamento. «Lo smart-working viene gestito a rotazione», ha commentato Andrea Campione, rsu Uilm-Uil, «viene osservato per una o due volte a settimana, in base alla mansione e al reparto nel quale lavora il dipendente. Questo sicuramente favorisce il contrasto al Covid. Abbiamo chiesto, alla luce di ciò, un maggiore utilizzo del lavoro agile ma dall’azienda ci hanno risposto che non è possibile potenziarlo». Come previsto dalla normativa in tutto lo stabilimento sono state distribuite mascherine Ffp2.
FIAMM-SIAPRA
Sono 40 i dipendenti della Fiamm-Siapra che hanno contratto il virus, o hanno avuto dei contatti con positivi. Il numero è destinato a scendere soprattutto grazie alla campagna avviata dall’azienda che produce batterie per auto e industriali durante il periodo post natalizio. «Grazie a un rallentamento della produzione durante le festività, con solo il 15% della forza lavoro in azienda, si è riusciti a contrastare la diffusione del virus», ha precisato Alfredo Mascigrande, segretario organizzativo Uilm-Ui, «per evitare assembramenti, il giorno del ritorno al lavoro, l’azienda ha dato la possibilità di fare tamponi antigienici 24/48 ore e di riconsegnare al rientro in fabbrica il risultato e la ricevuta per il rimborso. Il 4 e il 9 gennaio, inoltre, i dipendenti del sito, che non avevano provveduto a fare il tampone, hanno potuto usufruire del servizio offerto dalla medicheria della fabbrica». Grazie a questo screening sono stati scovati 46 positivi che non sono rientrati in azienda e hanno evitato la diffusione del Covid nel sito. «Il dato sta scendendo, col passare dei giorni, alcuni operai stanno tornando al lavoro. Le Ffp2 che vengono cambiate quotidianamente», ha concluso Mascigrande, «ancora una volta c’è stata sensibilità da parte dell’azienda e delle rsu nel tenere alta l’attenzione e questo ha permesso di evitare che ci fossero focolai in fabbrica».
ALTRE AZIENDE
Casi sotto osservazione anche negli altri siti produttivi della Marsica dove si continua a lavorare sulle misure di sicurezza per contrastare la diffusione del virus.
Alla Assut-Europe di Magliano de’ Marsi, dove si producono aghi per le suture, su oltre 100 dipendenti attualmente sei sono a casa a causa del coronavirus. Alla Hydro di Aielli, dove si lavorano profilati in alluminio, degli 80 operai tre sono in quarantena. Nel centro spaziale del Fucino Telespazio di Ortucchio tra gli oltre 170 dipendenti ce ne sono 12 a casa tra positivi e in quarantena, mentre alla Saes di Avezzano, dove si producono leghe e dispositivi getter, dispensatori di metalli, dispensatori di ossigeno e prodotti per sistemi di purificazione di gas, dei 240 lavoratori 15 sono bloccati a casa dal Covid. (e.b.)
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