A cena con Pepe, leggenda del vino

All’osteria Mammaròssa presentazione del libro di Sangiorgi
AVEZZANO. I vini, un’azienda, una famiglia, la filosofia di vita. C’è tutto questo in Emidio Pepe, protagonista dell’evento nato dalla collaborazione fra Porthos e l’osteria contemporanea Mammaròssa.
Emidio Pepe, 83 primavere splendidamente portate, è stato il protagonista della serata nel locale di Avezzano.
Uno tra i più grandi viticoltori italiani – il suo rosso è considerato fra i migliori al mondo – ma soprattutto un contadino che ha sempre creduto nell’Abruzzo e nel suo Montepulciano. La sua è una storia di un successo, di un uomo che ce l’ha fatta anche se ha dovuto lavorare sodo per cinquant’anni prima di cominciare a vedere apprezzati i suoi meriti. La presenza in sala di numerosi appassionati di vino e buona cucina è stata la migliore testimonianza d’affetto nei confronti di Emidio Pepe. E a scrivere questa meravigliosa storia in un libro dal titolo “Manteniamoci giovani”, vita e vino di Emidio Pepe, coadiuvato dal suo collega Matteo Gallello, è stato Sandro Sangiorgi, giornalista e divulgatore, considerato il più autorevole insegnante in materie legate al vino e uno dei pochi critici realmente indipendenti in Italia. Sangiorgi ha anche guidato la verticale dei vini arrivati direttamente dalla cantina dei Pepe e abbinati al menu-degustazione appositamente elaborato dallo chef Franco Franciosi.
Il primo ad arrivare a Mammaròssa insieme a sua figlia Sofia e al genero Fabio, Emidio Pepe è stato tra gli ultimi ad andare via dopo aver autografato numerose copie del libro e dopo aver conversato con i partecipanti alla serata, come fossero amici di tutti i giorni. Anche durante la serata, guidata con eleganza dalla padrona di casa Daniela Franciosi, non si è risparmiato narrando personalmente, e rigorosamente in dialetto teramano (l’azienda si trova a Torano Nuovo), aneddoti divertenti contenuti nel libro, regalando a tutti forti emozioni e trasmettendo messaggi di grande positività.
Emidio Pepe fin da giovane aveva immaginato il suo futuro, e infatti, come si narra nel libro, alla domanda di Sangiorgi, «Ma tu lo sapevi già di fare uno dei migliori rossi del mondo?», Emidio risponde «Sì, io sono partito proprio con questa idea».
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