A febbraio udienza decisiva sul fallimento

29 Gennaio 2020

Sul futuro della società di gestione del ciclo idrico integrato della Marsica si attende l’ultimo round, a febbraio, alla sezione fallimentare del tribunale coi creditori che hanno detto no al...

Sul futuro della società di gestione del ciclo idrico integrato della Marsica si attende l’ultimo round, a febbraio, alla sezione fallimentare del tribunale coi creditori che hanno detto no al concordato: Banca Sistema e Agenzia delle entrate. Nell’ultima udienza di fine novembre i giudici hanno concesso 30 giorni di tempo agli oppositori del concordato in continuità per formulare le controdeduzioni rispetto alla memoria presentata dai legali del Cam in zona Cesarini. Più altri venti giorni alla società di gestione del ciclo idrico per controdedurre. La partita decisiva sulle sorti del Consorzio, che conta oltre 100 dipendenti e punta a evitare il crac attraverso un robusto abbattimento del debito di oltre 100 milioni di euro, quindi, si avvicina sempre di più. La richiesta presentata a marzo del 2018 dalla società, ammesso dal tribunale nel febbraio 2019, è stata avallata dal 70,9% dei creditori lo scorso settembre, mentre il 29,1 ha deciso di continuare la battaglia. Per far scattare l’omologazione del concordato la governance del Consorzio acquedottistico marsicano guidato da Manuela Morgante (presidente del comitato di gestione) e Loreto Ruscio (consigliere), Alessandro Pierleoni, Felicia Mazzocchi e Antonio Morgante (presidente e membri del consiglio di sorveglianza), dovranno fare i conti coi due colossi degli oppositori in credito di oltre 15 milioni: 10,5 Banca Sistema; 5 l’Agenzia delle entrate. (m.s.)