A lezione dal Principe di Danimarca

5 Giugno 2016

Studente abruzzese alla “Global Talent Conference 2016” di Copenhagen

di ANNA BONGIOVANNI

Non è certo cosa da tutti i giorni poter incontrare un principe e per di più discutere con lui di opportunità di lavoro e carriera professionale… ma Emilio Ruggieri, 28 anni dell’Aquila, questa fortuna l’ha avuta! Il giovane abruzzese, attualmente iscritto alla University of Copenhagen, ha preso parte il 2 aprile scorso alla Global Talent Conference 2016, incontrando il Principe Joachim di Danimarca. «È stato un grandissimo onore conoscere sua altezza reale il Principe Joachim di Danimarca» racconta Emilio. «Anche lui, prima di me, ha vissuto esperienze internazionali nell’ambito studentesco e lavorativo. Mi ha sorpreso come sia possibile interagire in un ambiente informale con un membro della famiglia reale danese: con quest’incontro, è stata data dimostrazione concreta di cosa intendono in questo stato quando si definiscono una società paritaria, cercando di distinguersi nettamente dalle gerarchie sociali presenti in molti paesi del mondo». L’argomento della conferenza è stato incentrato sulla scelta della Danimarca come possibile meta per la carriera professionale e di una vita lavorativa ben equilibrata e appagante, come quella presente nella società danese. L’incontro, che si è svolto presso il quartier generale della Cowi (sede di un’importante società ingegneristica del paese scandinavo), ha visto anche la partecipazione di grandi aziende conosciute a livello mondiale quali Maersk, Novo Nordisk, Grundfos, Coloplast e Microsoft. L’iniziativa è stata finanziata dal Fondo Sociale dell’Unione europea e fa parte del programma “Youth Goodwill Ambassador”. «Il principe di Danimarca», continua il giovane aquilano «ha sottolineato come, attraverso il programma universitario, il paese stia coinvolgendo studenti provenienti da tutto il mondo. Nell’attuale economia globale, la mobilità di talenti rappresenta una base fondamentale per lo scambio interculturale e l’innovazione». Originario di San Demetrio ne’ Vestini, Emilio ha studiato scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura presso l'Università dell’Aquila, e dopo il raggiungimento della laurea triennale si è avvicinato sempre di più all’aspetto chimico dell’ambiente. «Già con il progetto Erasmus a Granada avevo assaporato un’esperienza di vita all’estero», spiega, «svil. uppando una forte motivazione a continuare il mio percorso formativo a livello internazionale… anzi dopo il periodo trascorso in Spagna, una volta rientrato in Italia, per mantenermi in un ambiente multiculturale ho deciso di entrare, come volontario in Esn L’Aquila. Ringrazio tanto tutti i ragazzi che erano con me in quel periodo e che tutt’ora continuano a lavorare sodo per una così nobile causa». L’Esn è un’organizzazione studentesca internazionale non-profit che ha la missione di rappresentare gli interessi degli studenti in mobilità internazionale, attraverso un servizio che va dalla ricerca dell’alloggio al tutorato e all’organizzazione di eventi culturali e ricreativi, in modo da favorirne l’integrazione nell’ambiente universitario locale. La rete, che opera a tre livelli, internazionale, nazionale e locale, al momento conta circa 350 sezioni in 34 paesi europei. «Ora mi trovo a Copenhagen», prosegue il giovane abruzzese «e sto terminando il mio percorso universitario frequentando un master di due anni in chimica dell’ambiente e salute, combinando così il mio primo settore di studio con il ramo della scienza a cui mi sono appassionato di più con il tempo: il corso corrisponde perfettamente ai miei interessi, a volte è un po’ impegnativo, ma fa parte del gioco. Per supportare i miei studi faccio il cuoco part-time, principalmente nel weekend, in un piccolo ristorante in centro città: gli orari sono leggermente diversi da quelli italiani, l’ora di punta a cena è tra le sei e le otto, difatti quando ho il turno infrasettimanale devo anche andare via prima dall’università». Sebbene la sua vita sia abbastanza frenetica, tra il master e i due-tre turni settimanali al lavoro, in Danimarca, a detta di Emilio, si ha sempre la sensazione che le cose funzionino bene: «Ci sono molte possibilità di trovare lavoro, ma nessuno, comunque, viene a bussare alla tua porta, bisogna sempre armarsi di curriculum, buona volontà, tanta energia ed anche un po’ di faccia tosta e ci si tuffa… io il mio lavoro l’ho ottenuto così, tant’è che in Italia ho sempre fatto il cameriere, mentre qui, avendo una forte passione per la cucina, mi sono reinventato chef».

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