«A Neurochirurgia copertura di giorno e reperibilità di notte»

11 Febbraio 2017

La proposta di Di Pangrazio e l’apertura di Tordera che ha convocato per lunedì i primari e i dirigenti

AVEZZANO. Un presidio neurochirurgico con copertura 8-20 e reperibilità notturna e festiva, oltre ad almeno due posti letto. È questa la richiesta avanzata ieri mattina dal sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, al direttore della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Rinaldo Tordera nel corso di un incontro in Comune sull’intricata vicenda del reparto di Neurochirurgia chiuso a luglio dal primario dell’Aquila, Renato Galzio, e mai riaperto. Il manager ha mostrato apertura riguardo ad alcune delle richieste e ha preso l’impegno di affrontare la questione con i dirigenti dei vari settori dell’azienda sanitaria in un vertice che si terrà dopodomani all’Aquila. In vista della mobilitazione di lunedì mattina con partenza da Avezzano fino agli uffici centrali dell’Aquila, promossa dal consigliere regionale Emilio Iampieri e che sta raccogliendo adesioni da tutta la Marsica, la Asl sta cercando di trovare la quadra su una situazione che rischia ogni giorno di più di degenerare. Saranno presenti sindaci, cittadini e comitati civici per chiedere la riapertura dell’unità operativa semplice, così come era prima della chiusura provvisoria disposta dal primario aquilano. Nel corso dell’incontro di ieri a palazzo di città, invece, ha partecipato, oltre al sindaco e a Tordera, il presidente della commissione comunale sulla Sanità, Nicola Pisegna Orlando. Il manager ha ribadito che alla base dell’impossibilità di riaprire il reparto, ci sarebbe il decreto 79 dello scorso luglio firmato dall’allora commissario ad acta per la Sanità, Luciano D’Alfonso, in cui si parla di neurochirurgia ad Avezzano con un indecifrabile concetto di “servizio”. Il sindaco Di Pangrazio ha chiarito, però, che «la Marsica non può fare a meno di un presidio di neurochirurgia», aggiungendo però che «i neurochirurghi saranno parte dell’organico dell’Unità operativa complessa dell’Aquila e la gestione dell’organizzazione demandata alla direzione del reparto che provvederà all’organizzazione dell’attività affinché non si creino disservizi». Secondo il sindaco «questo assetto è indispensabile nella Marsica, alla luce della densità di popolazione e posizione geografica dell’area, per la rete di emergenza-urgenza, pazienti politraumatizzati e in particolare per le patologie tempo-dipendenti come la stroke».

«Questa organizzazione», ha dichiarato Di Pangrazio, «attualmente è a costo zero e renderebbe ancora più attraente la struttura verso le aree confinanti come il Lazio con un ulteriore aumento della mobilità attiva. Decisioni diverse comprometterebbero la sospensione di attività salva-vita con gravi disservizi e danni per l’utenza». Quindi la definitiva chiusura di Neurochirurgia trascinerebbe dietro di sé anche il ridimensionamento del servizio di stroke unit per patologia come l’ictus». «Questo non deve accadere», ha spiegato il sindaco, «e quindi ad Avezzano deve esserci la neurochirurgia e almeno due posti letto». Il manager ha quindi assicurato che vaglierà la proposta con i dirigenti interessati al servizio già lunedì mattina.

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