A piedi sull’A24 con un chilo di hascisc

3 Ottobre 2019

Arrestato un 31enne, la polizia stradale impedisce lo scambio di una partita di droga forse diretta nella Marsica o all’Aquila 

CARSOLI. L’ingente scambio di droga doveva avvenire in autostrada. Modalità scelta dagli spacciatori per limitare i rischi. Solo che stavolta i venditori di stupefacente non hanno fatto i conti col pronto intervento di una pattuglia della sottosezione polizia stradale dell’Aquila Ovest diretta dal sostituto commissario Alberto Ravanetti. E così Zouhair Hanboula, 31 anni, marocchino residente a Roma, è stato bloccato e arrestato dopo aver tentato di disfarsi di un chilo di hascisc.
Il sospetto degli agenti è che la droga fosse destinata al mercato della Marsica o dell’Aquila.
Si tratta del secondo ingente sequestro di droga avvenuto in pochi giorni, dopo quello eseguito dalla Finanza con l’arresto di due persone e il recupero di oltre un chilo di cocaina purissima.
Il 31enne magrebino, in Italia con un regolare permesso di soggiorno, è stato sorpreso mentre si trovava a piedi sull’autostrada A24, al chilometro 28 nel tratto tra Vicovaro e Carsoli, in direzione L’Aquila. Alla vista della pattuglia della polizia stradale Zouhair Hanboula ha tentato di disfarsi di un sacchetto di plastica lanciandolo nella scarpata adiacente all’autostrada. Mossa che non è sfuggita agli agenti. La pattuglia ha prontamente bloccato il giovane e recuperato il sacchetto di plastica, all’interno del quale c’erano dieci panetti di sostanza stupefacente avvolta nel cellophane, per un peso complessivo di circa un chilogrammo. Dai successivi controlli è emerso che si trattava di hascisc. Accompagnato negli uffici della sottosezione polizia stradale dell’Aquila Ovest, per ulteriori accertamenti, al termine dell’attività d’indagine l’uomo è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Contestualmente è stata effettuata anche la perquisizione domiciliare in un’abitazione della capitale.
L’arrestato, su disposizione del magistrato della Procura di Tivoli, è stato portato nel carcere di Regina Coeli a Roma. Al 31enne, rimasto in silenzio di fronte agli agenti, sono stati sequestrati due telefoni cellulari.
Dagli esami sulle chiamate o sui messaggi in entrata e uscita potrebbero emergere ulteriori elementi utili alle indagini.
Nella Marsica e più di recente anche all’Aquila diverse inchieste della magistratura hanno fatto emergere che il mercato dello spaccio di droga è prevalentemente in mano a bande di magrebini.
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