A pranzo con gli operai che ricostruiscono la città

8 Luglio 2017

Trasatti (Cgil): «Un giusto omaggio da parte del sindacato». Assente la Camusso Ieri pomeriggio riflessioni sul lavoro nero e poi un convegno sui falsi scoop

L’AQUILA. C'è chi li chiama "gli invisibili". Entrano in cantiere di mattina presto, ne escono a volte, non sempre, per mangiare o per un caffè, e poi la sera tornano nelle loro case, a volte a centinai di chilometri di distanza. Sono gli operai della ricostruzione, a cui ieri mattina il festival della partecipazione ha offerto un pranzo. Nella zona del parco del Castello dietro l'auditorium sono stati infatti posizionati decine di tavoli e centinaia di sedie per un pranzo collettivo, un modo per dare volto e corpo a coloro che alla fin fine sono gli autentici artefici della ricostruzione. «Il pranzo non è solo un momento per offrire una pausa dal pesante lavoro che gli operai svolgono per ricostruire la città e renderla sicura», ha spiegato Umberto Trasatti, segretario provinciale della Cgil L’Aquila, che ha fatto le veci del segretario generale Susanna Camusso che non è riuscita a raggiungere L’Aquila perché impegnata a Lamezia Terme, in Calabria, «ma è soprattutto una occasione per rendere gli operai giustamente partecipi dei processi di socialità, La nostra presenza ha lo scopo di rilanciare il valore sociale del lavoro e garantire legalità e sicurezza in una fase molto delicata». «Speriamo di avere altre occasioni per favorire il processo di integrazione degli operai nel tessuto sociale cittadino», ha concluso Trasatti. Oltre al pranzo, la seconda giornata del festival della partecipazione ha riservato ieri numerosi spazi di riflessione. Si è parlato di scuole sicure, in un incontro al palazzetto dei Nobili, e di caporalato in agricoltura in un convegno all'auditorium del Parco. Dello sfruttamento di lavoratori in nero ridotti in schiavitù si è infatti discusso nell’incontro “Siamo uomini o caporali?” moderato da Federico Taddia di Radio 24, con la proiezione di un servizio sul tema realizzato dalla giornalista della trasmissione Nemo di Rai2 Laura Bonasera, alla presenza del presidente di Slow Food Italia, Gaetano Pascale, e della direttrice generale Inps Gabriella Di Michele. Della responsabilità editoriale delle testate giornalistiche, del ruolo della rete e dei social network nella diffusione virale delle notizie e nella lotta alle false notizie si è invece discusso nel corso di un dibattito con il giornalista Arturo Di Corinto, il responsabile delle relazioni istituzionali di Mediaset Stefano Selli, il segretario generale dell’Agcom Riccardo Capecchi, la responsabile delle relazioni esterne di Grecia, Malta e Cipro di Facebook Laura Bononcini, la deputata Mirella Liuzzi e Francesco Nicodemo dello staff del presidente del Consiglio.(r.p.)
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