A Pratola omaggio a Giannantonio

11 Febbraio 2023

Il maresciallo pratolano morì nelle foibe. Di Nino cita Mattarella

PRATOLA PELIGNA. Una corona di fiori al monumento di via per Prezza per ricordare la tragedia della foibe e il pratolano Tito Giannantonio. Così l'amministrazione comunale di Pratola Peligna ha voluto celebrare il Giorno del ricordo. Un momento di raccoglimento e riflessione al quale hanno preso parte il sindaco, Antonella Di Nino, il vice Nunzio Tarantelli, e poi i rappresentanti delle associazioni e gli studenti delle scuole della città. «La vicenda dei martiri delle foibe si inserisce nelle drammatiche fasi della storia tra il 1943 e il 1947, quando molti italiani subirono la violenza del regime jugoslavo di Tito in Istria, Dalmazia e nei territori del confine orientale», ha sottolineato il sindaco Di Nino, «molti furono torturati e gettati nelle foibe, patendo sofferenze indicibili. In tanti, dopo il 10 febbraio del ’47, furono costretti ad abbandonare forzatamente le terre abitate da anni. Faccio sempre mie le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha definito la tragedia delle foibe e dell’esodo come fatti iscritti con segno indelebile nella storia della tragedia della seconda guerra mondiale». Durante il suo intervento la Di Nino ha ricordato anche il cittadino pratolano Giannantonio, maresciallo della Finanza in servizio nella caserma di Basovizza, mai tornato e inserito nell'elenco delle persone che hanno perso la vita all'interno delle foibe. Anche il Comune di Sulmona ha voluto ricordare il dramma delle foibe. «Il 10 febbraio è la giornata dedicata al ricordo dell'orrore delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata», hanno spiegato gli amministratori comunali con a capo il sindaco, Gianfranco Di Piero, «la giornata, istituita con la legge 30 marzo 2004 numero 92, ha l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. La data del 10 febbraio è stata scelta perché in quella giornata, nel 1947, furono firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza appartenenti all’Italia». (e.b.)
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