«A Procida per ricordare il fratello di Silone»

26 Gennaio 2022

Nell’anniversario della morte Pescina vuole rendere omaggio al 28enne deceduto e sepolto sull’isola

PESCINA. In occasione del 90° anniversario della morte di Romolo Tranquilli l’amministrazione comunale di Pescina si sta impegnando affinché il fratello minore di Ignazio Silone possa essere ricordato nell’ambito del calendario della Città italiana della cultura 2022. Il marsicano, infatti, è sepolto sull’isola di Procida dove morì a 28 anni durante la detenzione nel carcere campano. Silone avrebbe voluto scrivere un libro sulla tragica vicenda del fratello più piccolo Romolo, ma con probabilità non riuscì a trovare i documenti necessari per la redazione del suo racconto oggi custoditi nell’Archivio centrale dello Stato di Roma. L’evento che determinò il destino di Romolo Tranquilli fu l’attentato terroristico del 12 aprile 1928 in occasione della visita del re Vittorio Emanuele III a Milano. Tra gli arrestati c’era anche il giovane fratello dello scrittore marsican arrivato nel capoluogo lombardo per incontrare un militante comunista con cui doveva concordare il suo trasferimento in città per svolgere l’attività di tipografo compositore a mano della stampa clandestina del partito. Il marsicano venne condannato a 12 anni di reclusione. Nato a Pescina il 23 maggio del 1904, Romolo Tranquilli restò nella Marsica fino al 1915, anno in cui perse la madre in seguito al crollo della loro casa per via del violento terremoto. Estratto vivo dalle macerie, ma rimasto senza entrambi i genitori fu affidato prima al Patronato Regina Elena che lo collocò nell’istituto del Sacro Cuore di Roma e poi accolto da don Orione. Il 18 marzo 1928 entrò in clandestinità nelle fila del Partito comunista, munito di una falsa carta di identità intestata a nome di Iginio Zuppi. Il 13 aprile 1928 fu arrestato con l'accusa di essere responsabile della strage di Milano e rinchiuso nel penitenziario di San Vittore dove fu sottoposto a pesanti torture che gli procurarono la frattura di due costole. Per il fratello minore dello scrittore fu l’inizio di un calvario che durò quattro anni e mezzo. Fu trasferito prima a Regina Coeli, poi nelle carceri dell’Aquila, Perugia e infine Procida. Il 27 ottobre del 1932, all’età di 28 anni, un giorno prima dell'amnistia per il decennale fascista, si spense per l’aggravarsi della malattia dovuta al pesantissimo stato carcerario. Per Silone fu un durissimo colpo che s’innestò nel vivo della sua crisi col partito. Colpo che non riuscì mai a superare. Romolo tranquilli fu sepolto in una fossa comune, per questo le sue spoglie non tornarono mai a Pescina. «Stiamo cercando di prendere contatti con l’amministrazione di Procida per ricordare il nostro concittadino nel 90° anniversario dalla morte», ha spiegato il sindaco di Pescina Mirko Zauri, «in collaborazione con l’Anpi e il Centro studi Silone. Oggi nel cimitero dell’isola c’è una lapide a lui dedicata anche se probabilmente fui sepolto in una fossa comune». (f.d.m.)
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