«A rischio il ritorno del Liceo in centro»

La denuncia del Pd: il progetto presenta un indice di vulnerabilità troppo basso, così fondi a rischio
SULMONA. Potrebbe sfumare il sogno del ritorno in centro storico per i liceali del classico Ovidio. L’allarme lo lancia il Pd che ieri pomeriggio, in una conferenza stampa, ha denunciato che i ritardi accumulati nel progetto potrebbero portare alla perdita dei fondi. O meglio, il progetto portato avanti finora, avrebbe un indice di vulnerabilità troppo basso per ospitare nell’antica struttura vincolata di piazza XX Settembre una scuola. «La cosa è emersa nel corso della riunione dei capigruppo dei giorni scorsi», ha detto Antonio Di Rienzo, «e ciò sarebbe davvero assurdo». Effettivamente, risulta difficile comprendere come possano essere stati persi nove anni su un progetto che non ha i necessari requisiti per ospitare una scuola. Il Liceo, chiuso dal terremoto del 2009, aspetta ormai da allora di poter riaprire i battenti. In realtà, i lavori prevedono miglioramenti per un minimo del 70% di adeguamento alle norme antisismiche del 2010, puntando a far salire la percentuale col progetto definitivo. Sono previste perforazioni e armature di muri portanti, solai, pavimentazione e impianti. Ma c’è anche da dire che il numero di aule resterà lo stesso e non sarà possibile neppure ampliare la piccola palestra. Gli interventi interesseranno anche l’attigua biblioteca comunale, chiusa sempre per inagibilità dal 2009, coi suoi 40mila volumi (alcuni rari e molto antichi) in abbandono. Il liceo classico, però, è solo una delle critiche mosse dal Pd, rappresentato oltre che da Di Rienzo, dal segretario cittadino Sergio Dante e dal presidente di circolo Sandro De Panfilis. Così, dopo la sconfitta delle urne di marzo, i Democratici annunciano di volersi riappropriare del confronto con la gente, al di là dei problemi interni al partito. «Noi, intanto, siamo pronti a fare opposizione», è tornato ad annunciare Dante. (f.p.)
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