«A rischio l’assistenza scolastica ai disabili»

Il commissario dell’Ambito sociale, Federico, si appella alla Regione: da soli non possiamo farcela
NAVELLI. L'assistenza scolastica per i bambini diversamente abili rischia di non avere coperture economiche e scatta la preoccupazione dei Sindaci.
A chiedere maggiore attenzione per le famiglie e i bambini che devono poter continuare a studiare, anche grazie alle ore di assistenza fornite dai servizi sociali, è Paolo Federico, sindaco di Navelli e commissario dell'Ambito distrettuale sociale numero 5 Montagne Aquilane.
«Abbiamo fatto una conferenza dei sindaci nella sede della Comunità montana di Barisciano, per chiedere un impegno da parte di tutti i primi cittadini per poter continuare nell'erogazione delle ore di assistenza scolastica nelle aule del nostro Ambito, formato da 42 Comuni. Un servizio», precisa Paolo Federico, «in grado di garantire il diritto allo studio e la dignità dei diversamente abili, che nella nuova programmazione sociale regionale non è stato più considerato fondamentale».
«Tuttavia, proprio per stare vicini alle famiglie e agli scolari», aggiunge il commissario dell’Ambito distrettuale sociale Montagne Aquilane, «abbiamo deciso di attivare le ore che ci sono state richieste dalle scuole, ma non possiamo farcela da soli. Per questo, chiediamo al presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, e all'assessore al Sociale, Marinella Sclocco, di tendere una mano alle famiglie e agli scolari diversamente abili, che hanno il diritto all'assistenza».
«Credo», conclude il sindaco di Navelli Paolo Federico, «sia necessario aprire un tavolo di confronto, per non vanificare il lavoro fatto con le precedenti programmazioni, e superare questa fase, che rischia di lasciare indietro proprio i bambini diversamente abili».
Sullo sfondo resta anche il lavoro dei tanti operatori specializzati, che prestano la loro opera di assistenza scolastica al fianco dei bambini, che rischiano di non potere più andare avanti.
E anche dei tanti insegnanti di sostengo per i bambini diversamente abili, che rischiano di rimanere senza il posto di lavoro oppure di essere trasferiti altrove.
Anche alcuni genitori mettoni in rilievo la mancanza di sensibilità da parte delle istituzioni verso questo problema, estremamente serio e socialmente rilevante.(v.p.)
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