A Rocca di Mezzo la festa di primavera col Narciso superstar

Alle 15 sfilano per le vie del paese i sei carri col fiore tipico Balconi addobbati e bus navetta a disposizione dei visitatori
ROCCA DI MEZZO. La stagione è in ritardo, la stessa festa del Narciso è slittata di una settimana. Ma finalmente tutto è pronto, a Rocca di Mezzo, per la sfilata dei carri riempiti di bianchi narcisi nella 73ª edizione della festa di primavera dell’Altopiano delle Rocche. A partire dalle 15 si rinnova l’antico rito che ha origine nell’edizione del 1947, sulle macerie della guerra. Saranno sei i carri allestiti, con coreografie a sorpresa, musica, colori e suoni.
Eccezionalmente slittata a giugno causa concomitanza del voto, che ha visto la rielezione del sindaco Mauro Di Ciccio, la rassegna torna con la sua carica di entusiasmo e voglia di rinascita, che nei mesi e nei giorni scorsi, e ininterrottamente ancora fino all’alba di oggi, hanno visto impegnate numerose squadre di persone addette ai carri, alla logistica e all’organizzazione in generale, sotto il coordinamento della Pro loco presieduta da Sandro Argentieri.
Tra le iniziative annunciate, la presenza di bus navetta che collegheranno le frazioni all’area della sfilata e il ripristino dell’antica consuetudine dei balconi fioriti. Come spiegano dall’associazione culturale “Monti Naviganti”, si tratta di «quadri infiorati che adornavano quadri e finestre in occasione della Festa del Narciso. I primi quadri furono realizzati nel 1950 e furono presenti, in modo altalenante, fino agli anni ’70. Oltre al Narciso venivano utilizzati altri fiori di campo per dare il giusto tocco di colore. I quadri erano contornati dalle savecegne, cordoni di sottili rami e foglie, tenuti stretti dal fil di ferro». Per l’occasione, IG L’Aquila e Discover Marsica invitano all’evento “Ci vediamo alle Rocche”, passeggiata fotografica con visita guidata di Rovere e Rocca di Mezzo e la sfilata.
Nelle edizioni delle origini l’intera comunità delle Rocche si riuniva creando una festa di rinascita e speranza per far fronte alle ferite del conflitto. All’inizio i carri, trainati dai buoi, erano costituiti da rimorchi allargati con assi di legno e tavole, ricoperti di erba e muschio, decorati con ramoscelli di salici e migliaia di narcisi profumati. Col passare del tempo e lo sviluppo di ingegnosi meccanismi la costruzione dei carri si è affinata, ma i valori non sono cambiati. (e.n.)
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