A Roio è un mistero il cartello che limita il tempo nella pineta

La rettrice dell’Università: «Le onde elettromagnetiche delle antenne non superano i limiti» L’assessore all’Ambiente: «Non ne sappiamo nulla, abbiamo un contenzioso con gli Usi civici»
L’AQUILA. Il cartello all’ingresso della pineta di Roio, che consiglia a chi si avvicina di restare nella zona al massimo per 4 ore, è un mistero. Il riferimento potrebbe essere alle antenne e al possibile inquinamento elettromagnetico. Ma non è dato sapere chi ha installato quel cartello: né il Comune, né tantomeno l’Università, che lì vicino ha la sede di Ingegneria, sanno nulla. Anzi, la rettrice dell’ateneo aquilano sostiene che non ci sarebbero pericoli di inquinamento elettromagnetico, perché i risultati dei rilevamenti hanno evidenziato un’emissione che non supera i valori di legge.
«Non sappiamo neanche chi abbia messo quei cartelli, sinceramente», commenta Paola Inverardi. «Nessuno ci ha avvertito a tal proposito, né ci ha messo in guardia. Per quanto ci riguarda, potrebbe essere una iniziativa di privati. Si tratta comunque di una polemica ormai vecchia», conclude la Inverardi, prima di rassicurare studenti e docenti: «I ragazzi possono stare tranquilli, sono già state fatte le misurazioni sulle onde elettromagnetiche provenienti dalle antenne della telefonia mobile e i limiti sono rispettati. Il Polo universitario di Roio, inoltre, non è a diretto contatto con le antenne».
«Da quello che so ci sono ordinanze di demolizione per alcune antenne, che non sono state mai eseguite», è il parere dell’assessore comunale all’Ambiente, Emanuele Imprudente, «ma di quel cartello non ne sappiamo nulla. Non abbiamo idea di chi sia stato a impiantarlo. E in questo momento non siamo in grado di affermare se in quella zona ci sia un inquinamento elettromagnetico da giustificare un allarme». Il cartello è stato messo vicino all’ingresso della pineta di Roio. In estate, prima del terremoto del 2009, c’erano famiglie che addirittura a luglio e agosto, per evitare la canicola che si formava sulla Conca aquilana, si trasferivano armi e bagagli con roulotte o camper nella pineta, che con i suoi oltre 900 metri di altitudine, garantisce un’aria respirabile e la giusta temperatura di frescura senza fare ricorso ai condizionatori. Usanza che dopo, purtroppo, è stata abbandonata dagli aquilani. Non soltanto per le antenne, ma anche per uno stato di totale degrado e abbandono dell’area della pineta.
«Stiamo lavorando su questo aspetto e proprio in questi giorni l’Amministrazione separata degli usi civici di Roio ci ha inviato una bozza di accordo per provare a districare una matassa burocratica che si trascina da molto tempo. Quella zona è promiscua, nel senso che una parte è di proprietà del Comune e l’altra degli Usi civici», afferma l’assessore Imprudente, «e una volta risolto il problema, si potrà partire con una serie di progetti – che riguarderanno anche le antenne – per la sistemazione dell’intera area della pineta di Roio».
(ha collaborato
Michela Corridore)

