A Sant’Antonio novanta famiglie senza riscaldamento e acqua calda

20 Ottobre 2016

Al Progetto Case in quattro piastre sono fuori uso tre pompe e uno scambiatore di calore La Guerrato sommersa dalle proteste degli assegnatari, ma non sono certi i tempi di accensione

L’AQUILA. Novanta famiglie nel Progetto Case di Sant’Antonio, che abitano gli alloggi di quattro piastre, sono senza riscaldamento e, da tre giorni, anche senza acqua calda. La Guerrato, che ha in appalto la manutenzione delle piastre, sembra sia in attesa dei pezzi di ricambio – pompe e uno scambiatore di calore – per le caldaie. Il guasto sembra doversi riportare proprio alle caldaie che alimentano le palazzine in cui abitano le novanta famiglie, tra le quali molte con figli piccoli e persone anziane. Le piastre interessate sono la 3, 4, 6 e 9. Nelle prime tre sarebbe un problema di sostituzione della pompa, nel quarto caso dello scambiatore di calore.

Al telefono del numero verde al quale rispondono i dipendenti della Guerrato, i toni sono molto gentili e accomodanti, ma la soluzione non si vede: «I pezzi sono stati ordinati lo scorso venerdì, ma non sappiamo dare una data per l’arrivo e la sostituzione». Quindi, i pezzi di ricambio potrebbero arrivare oggi, come tra una settimana. Anche se – assicurano dalla Guerrato – il problema verrà risolto entro questo weekend.

Naturalmente si è accesa la protesta da parte degli assegnatari degli alloggi, che minacciano anche di presentare una denuncia all’autorità giudiziaria. L’accensione degli impianti di riscaldamento era prevista, secondo l’ordinanza del sindaco Massimo Cialente, per il 15 ottobre. Ma l’abbassamento delle temperature, diurne e soprattutto notturne, dovute all’ondata di maltempo – che, secondo le previsioni meteo, dovrebbero anche intensificarsi in questo fine settimana – che aveva portato anche nevicate sulle cime del Gran Sasso e delle montagne intorno alla Conca aquilana, aveva indotto il primo cittadino ad anticipare di una settimana l’accensione. Nelle quattro piastre, però, l’impianto di riascaldamento non è mai stato acceso. Poi si è saputo che c’era un problema alle caldaie.

«Siamo sconcertati e arrabbiati, perché non è possibile che si arrivi a oltre metà ottobre, in una città di montagna come L’Aquila, e si venga presi di sorpresa da un’ondata di maltempo e freddo», dicono gli assegnatari degli alloggi di Sant’Antonio. «Come accade, con un po’ di logica, in altre situazioni e, a maggior ragione, con impianti del genere in strutture di proprietà pubblica, almeno un paio di settimane prima dell’accensione prevista, si dovrebbe eseguire la revisione degli impianti, con un’accensione di prova per vedere se tutto funziona. Ma nessuno si è preoccupato», sottolineano gli assegnatari, «e, almeno negli ultimi tre anni, è sempre stata la stessa storia: quando si riaccendono gli impianti di riscaldamento, la caldaia va in tilt e non funzionano o riscaldamento o acqua calda. Vorremmo sapere a cosa servono i milioni di euro che – a detta del Comune – occorrono per la manutenzione ordinaria e straordinaria annua delle piastre», aggiungono gli assegnatari, «visto che, almeno la manutenzione agli impianti, non viene eseguita. Dalla Guerrato hanno risposto», proseguono gli assegnatari, «che prima di procedere alle accensioni l’azienda deve avere l’avallo del Comune. Ma la Guerrato non ha neppure chiesto al Comune di poter fare delle accensioni per provare gli impianti».

«È un problema enorme quello di non avere riscaldamento e acqua calda e vorremmo che chi di dovere se ne rendesse conto», concludono gli assegnatari, «perché è impossibile che occorrano 4-5 giorni – weekend escluso – per far arrivare i pezzi di ricambio. Vista l’emergenza, possono mandare un corriere. La nostra paura», concludono gli assegnatari, «è che sia in atto un gioco delle parti. Intanto a noi le bollette, comprese quelle del condominio, arrivano e bisogna pagarle. È giusto?». A fine mese, inoltre, scade l’appalto alla Guerrato. E il Comune non ha fatto sapere, per ora, se intende concedere la proroga.

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