A Santa Rufina distribuzione delle panette

Un’usanza che risale al 1700 portata avanti da famiglie locali. Manifestazioni anche a Cabbia
ROIO. Grazie alla collaborazione del parroco don Osman Prada, nella comunità di Roio si rinnova, come ogni anno, l’antica tradizione delle “panette di Sant’Antonio” portata avanti, dal 1700 circa, dalle famiglie della stirpe di Giuannetta di Santa Rufina di Roio. Si trattava di un’iniziativa, molto sentita già da allora dalla popolazione, durante la quale 6 famiglie Perilli offrivano ai loro compaesani, il 17 gennaio di ogni anno, delle pagnotte benedette durante la messa domenicale. In passato, le pagnotte venivano benedette nel cortile della Casata Giuannetta, nel centro del paese, e distribuite con le carriole casa per casa a tutte le 40 famiglie storiche di Santa Rufina di Roio ma oggi, a seguito del sisma, le pagnotte benedette vengono distribuite dopo essere state caricate su un trattore addobbato. Dopo la messa verranno distribuiti a tutti i partecipanti i panini benedetti da don Osman e verrà data la benedizione anche a tutti gli animali presenti durante l’evento. Pertanto, tutti coloro che posseggono un animale a cui sono particolarmente affezionati e desiderano fargli avere la benedizione sono invitati a partecipare intervenendo nella struttura polivalente del Map di Santa Rufina di Roio dove alle 12 si svolgerà tutta la funzione. «Credo che il recupero delle tradizioni del nostro paese sia un dovere preciso per ognuno di noi, così come credo che sia importante far comprendere ai nostri figli che, nonostante tutti i grandi cambiamenti di vita che abbiamo subìto, dietro di noi c’è un passato solido che dobbiamo essere orgogliosi di portare avanti perché in quel passato c’è l’identità di un popolo che non deve assolutamente andare dispersa», è il commento di uno degli organizzatori, Giocondo Perilli, che da sempre si prodiga per la riuscita dell’evento.
CABBIA DI MONTEREALE. È stata ripristinata a Cabbia di Montereale l’antica tradizione delle «Panette di Sant’Antonio». Si tratta di una ricorrenza invernale arricchita di significato e tradizione proprio con l’antica usanza. Ne dà notizia Nando Giammarini, che scrive: «Domenica prossima gli abitanti della frazione di Cabbia intendono festeggiare Sant’Antonio Abate protettore degli animali, una ricorrenza che vede un’elevata partecipazione di cabbiesi che tornano in paese sia da Roma che dall’Aquila, con l’intento di mantenere viva una tradizione che appartiene al nostro comune patrimonio culturale».

