A scuola mangiano in pochi e il Comune fa gli sconti

Al via un nuovo piano di esenzioni e tariffe ritoccate tutte al ribasso Corsa ai ripari in attesa della circolare che autorizzerà il pasto portato da casa
SULMONA. Quasi la metà degli studenti sulmonesi ha disertato le mense scolastiche, così la giunta Casini corre ai ripari con un nuovo piano di esenzioni. Sono appena 260 gli studenti che hanno usufruito delle precedenti facilitazioni, 200 delle quali in fascia zero, cioè con buono mensa gratuito. Gli altri sono divisi fra le sette fasce di esenzione, la gran parte in fascia 1, con quota di partecipazione alle spese del 15 per cento. Le nuove tariffe dei buoni mensa sono state approvate all’unanimità nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Sono state tutte ritoccate al ribasso, con maggiori fasce di esenzione, in attesa della circolare del governo che autorizzerà i pranzi portati da casa. «Abbiamo previsto riduzioni per tutti», ha spiegato l’assessore all’Edilizia scolastica Paolo Santarelli, «che diventano sostanziali nel caso delle fasce di reddito Isee dalla prima alla terza. Crediamo sia giusto per favorire il ritorno alle mense dei bimbi come attività di socializzazione e di educazione all’alimentazione sana ed equilibrata». Terzo cambiamento in un anno, arriva così l’ultima griglia per le esenzioni parziali e totali dei ticket mensa. Fino a 6mila euro di reddito Isee il pasto resta gratuito, dai 6mila ai 7mila euro si pagherà il 10 per cento (anziché il 15 di prima), dai 7mila agli 8mila euro il 15% (anziché il 20), dagli 8mila ai 10mila il 25% (anziché il 30 fino a 9mila e il 40 fino a 10mila), dai 10mila ai 12mila la tariffa sarà del 40% (anziché del 50), dai 12mila ai 14mila del 50% (invece del 60), dai 14mila ai 17mila del 60% (anziché del 70), dai 17mila ai 21mila il 65% (finora si pagava l’80% fino a 20mila), dai 21mila ai 26mila del 70% (a fronte del 90 per cento pagato finora fino a 25mila euro).
Per i redditi Isee superiori ai 26mila euro viene inserita una nuova fascia di esenzione: fino a 30mila euro si pagherà l’80% (a fronte del 100%). Tariffa piena, invece, per quelli con reddito Isee superiore ai 30mila euro. Toccherà ora agli uffici rifare i calcoli sul costo dei ticket. «Con queste nuove fasce più agevolate contiamo di recuperare più buoni mensa», aggiunge Santarelli, «per il resto, a settembre, quando e se arriveranno i Musp, daremo il via alla gara europea per la refezione scolastica».
La questione del bando – attesa da più di due anni di proroghe e affidamenti diretti – è finita in Procura e alla Corte dei conti sulla base di un esposto presentato da Sbic. Il movimento “Sulmona bene in Comune” ha inviato gli atti anche all’Anac, l’Autorità nazionale anti corruzione, per chiedere di indagare «sulla vicenda delle mense scolastiche in città». La lista civica rivendica anche la fornitura dei pasti gratuiti per le famiglie più bisognose, mai entrata a regime dopo il primo appalto. «Io ho già risposto in consiglio comunale e non ne farei un caso», è la replica di Santarelli.
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