A Sulmona è lotta al lavoro nero

14 Gennaio 2017

La confederazione nazionale artigianato ha presentato un esposto in prefettura

SULMONA. A Sulmona sono una cinquantina i casi di lavoro nero denunciati in un esposto della Cna alla Prefettura. In termini percentuali l’abusivismo nel campo dell’artigianato a Sulmona è pari al 15 per cento superiore alla media nazionale che è del 13 per cento. Giro di vite quindi per i furbetti delle professioni che fanno parte del comparto dell’artigianato, con la Cna che ha avviato una serie di incontri come quello dell’altra sera al teatro Caniglia oltre ad aver aperto uno sportello dove denunciare il lavoro nero. Il dato, superiore alla media nazionale, ha fatto preoccupare gli addetti ai lavori, da cui nei mesi scorsi sono partite segnalazioni contro la concorrenza sleale. Da qui, gli organi preposti, in particolare la Guardia di finanza, su sollecitazione delle associazioni di categorie hanno avviato una serie di controlli. Gli artigiani in regola puntano il dito soprattutto contro parrucchieri ed estetisti a domicilio, che non hanno spese e tasse, ma nemmeno possono garantire pulizia e igiene degli strumenti di lavoro usati. Ma sono finiti sotto la lente di ingrandimento anche idraulici o altri professionisti che sfuggono al pagamento delle tasse, non facendo ricevute ed eclissandosi al Fisco. «Noi vogliamo tutelare chi ogni giorno fra mille difficoltà lavora onestamente», interviene il direttore della Cna, Agostino Del Re, «questo è un compito fondamentale per le associazioni di categoria, altrimenti faremmo perdere la fiducia a chi è in regola con tasse, contributi, attestati e strumenti utilizzati». Da qui l’attivazione da parte della Cna di uno sportello dove denunciare il lavoro nero. Una sorta di presidio della legalità, a tutela di chi paga le tasse e subisce controlli costanti, ha conseguito diplomi e certificazioni per esercitare la professione e continua con corsi di aggiornamento e lezioni. La crisi economica e occupazionale della zona avrebbe spinto sempre più professionisti a riconsegnare le licenze alla Camera di commercio e ad abbassare le saracinesche delle attività per andare ad ingrossare i numeri del sommerso. Una tendenza in netta crescita nel capoluogo peligno che non è sfuggita alla Confesercenti, che tramite il vicepresidente regionale dell'Anva, Franco Liberatore, chiede un’offensiva contro l'abusivismo. «È urgente l’intervento degli amministratori comunali e dei funzionari della Asl, affinché si ripristini un livello adeguato di legalità», dice Liberatore, «soprattutto nel campo della sicurezza alimentare e delle autorizzazioni all’esercizio delle attività. La nostra associazione vuole collaborare per contribuire al ripristino della legalità e alla salvaguardia delle imprese oneste».

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