Abbazia di Arischia, trovate pietre che riscrivono la storia

ARISCHIA. Luca Capannolo ci scrive da Arischia: « Le sorprese che i nostri monumenti in restauro riservano non finiscono mai di stupire. Così dietro quella che sembrava essere una normale facciata...
ARISCHIA. Luca Capannolo ci scrive da Arischia: « Le sorprese che i nostri monumenti in restauro riservano non finiscono mai di stupire. Così dietro quella che sembrava essere una normale facciata emergono piccoli tesori da conservare, studiare e rendere fruibili alle nuove generazioni. Questa volta è l’abbazia di San Benedetto di Arischia a regalare un felice ritrovamento. L’edificio – come è noto – è in restauro. Nella fase di sistemazione e rinforzo della facciata, tra le tante pietre smontate, sono state ritrovate alcune che sul retro presentano iscrizioni e fregi. Senza alcun dubbio ci troviamo di fronte a materiale lapideo. Che si tratti di questo genere di reperti è chiaro da quanto è ancora leggibile sulla superficie delle pietre; in particolare su una di esse si nota ancora chiaramente la scritta “sumptibus” a indicare la committenza che “a proprie spese” aveva commissionato l’intera iscrizione. Le dimensioni del reperto dimostrano che lo stesso è stato asportato dal pavimento, tagliato, rifinito e infine riutilizzato capovolto sulla facciata. Molto probabilmente le pietre fanno parte di quello che doveva essere l’antico pavimento dell’abbazia (con tanto di lapidi e altro materiale funerario), le quali, a seguito dei numerosi terremoti e dei restauri “discutibili” dell’ultimo secolo, sono state utilizzate per colmare l’imponente facciata del monumento. La storia della facciata dell’abbazia di Arischia è tanto interessante quanto ignorata e, di conseguenza, poco documentata. Quello che è certo è che ora sono riemerse delle testimonianze medievali molto interessanti e che presto, a detta anche delle istituzioni competenti, potranno essere esposte nell’abbazia restaurata».

