«Abitazione pronta, ma pago ancora il Case»

1 Febbraio 2018

Un’insegnante denuncia: riconsegnate le chiavi del mio edificio, ma mancano le utenze e i collaudi

L’AQUILA. «Sono costretta a pagare 237 euro di affitto più 115 euro di condominio ogni due mesi, nel Progetto Case di Tempera (tra l’altro fatiscente, con le pareti spaccate), pur avendo la mia abitazione a San Francesco già ricostruita, ma non ancora accessibile e per la quale sto pagando il mutuo».
La protesta è di una maestra elementare, monoreddito e con due figli, M.L.C., costretta a pagare l’affitto nonostante la casa terremotata, nel quartiere di San Francesco, sia stata abbattuta e ricostruita.
«L’impresa, la Marcozzi, ha riconsegnato le chiavi e ha dichiarato al Comune la fine dei lavori», spiega l’insegnante, «ma non ci sono ancora le utenze. Abbiamo solo il gas da cucina, ma mancano il gas per il riscaldamento, l’energia elettrica e anche l’acqua. Per quest’ultima utenza l’impresa finora ci ha fatto la cortesia di lasciarci l’acqua del cantiere, ma la staccherà».
«Il problema grave è che ci hanno riconsegnato le chiavi, ma siamo costretti a vivere ancora nel Progetto Case, perché oltre alle utenze – e quindi comunque la nostra casa a San Francesco non sarebbe abitabile – mancano ancora i certificati dei collaudi degli impianti», sottolinea M.L.C..
«Mi domando, e con me gli altri condòmini, come sia possibile che il Comune imponga il pagamento dell’affitto al Progetto Case, quando non siamo messi in condizioni di poter rientrare nelle nostre abitazioni di proprietà, non per colpa nostra, ma per inefficienze altrui. Non so di chi siano le responsabilità, ma al Comune mi hanno detto che non ci possono fare nulla: nel momento in cui è stata dichiarata la fine dei lavori, trascorsi i canonici trenta giorni, dovrò pagare l’affitto», aggiunge la maestra. «A loro, il Comune, non interessa nulla che sto pagando anche il mutuo di casa mia, che hanno finito e dove però non posso rientrare con i miei figli perché mancano utenze e collaudi».
L’insegnante ha chiesto al Comune la possibilità di non pagare l’affitto al Progetto Case, ma si è sentita rispondere che è un decreto del Consiglio dei ministri. «Qualcuno in questa città e anche al governo dimentica che abbiamo subìto un terremoto e che i problemi della ricostruzione sono tanti. Oltretutto», conclude la signora M.L.C., «l’impresa ci ha riconsegnato le chiavi il 21 dicembre scorso, mentre la fine dei lavori era stata dichiarata il 29 novembre 2017, quasi un mese prima. E il Comune fa partire il tempo da novembre. Le ditte si affrettano a dichiarare la fine dei lavori per non incorrere nelle penali – che spero siano state messe –, ma il problema è che poi a pagare al posto delle imprese siamo sempre noi cittadini».
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