Abitazioni libere, è stata superata quota 350

7 Dicembre 2016

Vuoti anche 32 map. Più di 10.000 le persone che a quasi 8 anni dal sisma sono ancora sfollate

L’AQUILA. Sono 353, alla data del 31 ottobre scorso, gli alloggi liberi nel Progetto Case. A questi si aggiungono 53 Map dislocati sul territorio comunale. Il dato, come avverte l’ufficio che si occupa dell’assistenza alla popolazione, subisce continue modifiche sulla base delle riconsegne e delle nuove assegnazioni, che ormai avvengono a ritmo quotidiano. Il complesso si compone di 19 piastre, per un totale di 4.449 alloggi, nei quali dopo il terremoto del 2009 hanno trovato posto ben 16mila persone. Sempre alla data del 31 ottobre, le persone che vivono negli alloggi del Progetto Case, a quasi otto anni dal sisma, sono 8.534, appartenenti a 3.315 nuclei familiari. Quelle che risiedono nei Map sono 2.205, a fronte di 1.113 nuclei censiti. Sempre a ottobre, 26 famiglie hanno rinunciato all’alloggio nelle new town fortemente volute dall’allora premier Silvio Berlusconi, mentre sono attive 75 proroghe. Si tratta di famiglie che a causa di ritardi nella ricostruzione dell’abitazione principale, non sono ancora riuscite a rientrare nelle rispettive abitazioni. Di mese in mese devono chiedere al Comune di poter restare, dietro pagamento di un canone di locazione che, in base ai metri quadrati dell’alloggio, in alcuni casi supera anche i 200 euro. A questa cifra, naturalmente, vanno aggiunti i consumi di gas, luce e acqua, e le rate “condominiali” per la gestione degli spazi esterni. Dopo il terremoto di Amatrice negli alloggi del Progetto Case sono state ospitate 20 famiglie. Un’altra, invece, ha scelto il Map. Per gli aquilani, l’assistenza attraverso gli alloggi del Fondo immobiliare è cessata il 31 marzo 2015, quando si è concluso anche il pagamento del contributo di autonoma sistemazione, riconosciuto fino a quella data alle famiglie che avevano risolto il problema alloggiativo prendendo un immobile in locazione, spesso fuori provincia. Qualcuno, tuttavia, ha approfittato di questa situazione. Molti dei furbetti sono già stati individuati dalla Guardia di finanza, che li ha denunciati. Da luglio del 2014 il Comune ha avviato i procedimenti di recupero del Cas indebitamente percepito. Da quella data, fino alla fine di settembre 2016, sono stati recuperati 2 milioni 270mila 505,43 euro.

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