Abitazioni vuote, ma si pagano Tari e Imu

La protesta in un complesso di palazzi ricostruiti in via XX Settembre. Da un anno e mezzo aspettano anche l’accatastamento
L’AQUILA. Non sono rientrate nelle loro abitazioni e non possono affittarle o vendere. Non ci sono le utenze. Gli appartamenti sono completati da tempo, ma praticamente inabitabili, anche se ci sono le agibilità.
Nonostante tutto, molte famiglie sono costrette a pagare la Tari e anche l’Imu, se si tratta di seconda casa.
Accade in un complesso condominiale di tre palazzi al numero civico 52 di via XX Settembre.
E c’è anche un altro problema: dopo un anno e mezzo dalla riconsegna ufficiale dei lavori da parte dell’impresa, non ci sono ancora gli accatastamenti.
Una situazione ingarbugliata, quella denunciata dai condòmini del complesso di palazzi al civico 52, di cui l’assessore al Bilancio, Annalisa Di Stefano, è venuta a conoscenza proprio ieri.
«Ho chiesto subito informazioni agli uffici di settore», afferma l’assessore Di Stefano, «e tra un paio di giorni mi forniranno il fascicolo che ho chiesto di aprire. Non sono a conoscenza della problematica, ma la legge nazionale impone che “chiunque abbia il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di locali o di aree scoperte a qualunque uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani” è tenuto a pagare la Tari».
«Questo recita l’articolo 24 del regolamento comunale Iuc (Imposta unica comunale), approvata con la delibera del consiglio comunale dell’8 settembre 2014», precisa l’assessore. «Inoltre, bisogna accertare se ci sono utenze nelle palazzine in questione. È sufficiente una sola utenza, per far scattare il pagamento delle tasse».
In effetti, nella protesta dei condòmini, si fa riferimento a una sola utenza, quella dell’acqua condominiale, che probabilmente è servita all’impresa che ha ricostruito gli edifici.
E, secondo l’assessore Di Stefano, sarebbe sufficiente per far scattare il pagamento della Tari e dell’Imu per le seconde case.
«Per il momento, tuttavia, non sono in grado di fornire delle notizie precise ai condòmini. Appena gli uffici mi consegneranno il fascicolo, dopo un’indagine approfondita, avrò un quadro chiaro e potrò intervenire. Nonostante la pressione della preparazione del bilancio – che bisogna chiudere entro la fine di aprile – mi occuperò con urgenza di questa problematica sollevata dai condòmini del civico 52 di via XX Settembre», conclude l’assessore Annalisa Di Stefano.
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