Abruzzo, cento chilometri in ambulanza perché lo psichiatra non c'è

Gli sprechi della sanità: lo specialista è irreperibile, paziente trasferito da Avezzano all’Aquila per un calmante
AVEZZANO. Va al pronto soccorso per una crisi d'ansia e viene trasportato all'Aquila per una consulenza psichiatrica perché ad Avezzano, dopo le 18, il medico non c'è.
Oltre 100 chilometri, un'ambulanza, un'autista e due infermieri per 50 gocce di calmante. Tanto è servito per rispondere alla domanda di un paziente marsicano arrivato al pronto soccorso in preda all'ansia.
Il personale sanitario all'accettazione si è reso subito conto serviva una consulenza e ha subito disposto la visita. Al momento di portare il paziente dal medico ci si è resi conto, però, che erano passate ormai le 18 e quindi lo psichiatra non era più disponibile. Dal momento che era necessario eseguire la visita è stato disposto il trasferimento all'Aquila.
Un'èquipe composta da due infermieri è salita a bordo dell'ambulanza e l'autista ha accompagnato l'uomo al San Salvatore. Una volta arrivati nell'ospedale del capoluogo il paziente è stato visitato e il medico gli ha prescritto 50 gocce di calmante. Dopo aver eseguito tutte le procedure autista, infermieri e pazienti sono tornati ad Avezzano.
Dal momento che il turno di lavoro era terminato il personale a bordo dell'ambulanza ha sforato facendo delle ore in più registrate poi come straordinario. Tutto questo perché a causa dei tagli sono stati ridotti anche alcuni servizi e la reperibilità di un medico psichiatra è uno di questi.
Non è la prima volta, infatti, che ci si rende conto di come, sia in sanità, sia in altri settori, per ottimizzare i costi si punta a tagliare, ma poi si finisce per spendere di più.
Eleonora Berardinetti
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