Abusava di una minore: condanna a 6 anni e 8 mesi

31 Ottobre 2020

L’uomo, un 58enne di Pratola, era il convivente della madre della vittima Le violenze consumate dal 2009 al 2015 fino a quando la coppia si è divisa

PRATOLA PELIGNA. In assenza della madre l’avrebbe molestata, costringendola a compiere e a subire atti sessuali quando era ancora una bambina. E ancora, le avrebbe mostrato anche materiale pornografico. Ieri, per un insospettabile di 58 anni, originario di Pratola Peligna, è arrivata la pesante condanna. Sei anni e otto mesi di reclusione oltre al pagamento di una provvisionale di 50mila euro alla vittima e di 15mila euro alla madre della ragazza che all’epoca era la sua compagna.
È questa la pena comminata dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Sulmona, Daniele Sodani, all’uomo condannato per i reati di atti sessuali con minorenne e corruzione di minore. «È una sentenza giusta che riconosce doverosamente la fondatezza delle accuse basate sulle dichiarazioni della persona offesa, nonché su una serie significativa di riscontri provenienti anche dallo stesso imputato», ha commentato l’avvocato di parte civile Luca Tirabassi, subito dopo la lettura del dispositivo.
Una brutta storia che si sarebbe verificata dal 2009 al 2015 all’interno della casa di una famiglia considerata al di sopra di ogni sospetto. Tre persone: la madre, la figlia, che all’epoca dei fatti non aveva ancora 10 anni, e il convivente della donna. Facendo riferimento al capo di imputazione, l’uomo avrebbe approfittato della bambina nei momenti in cui rimaneva in casa solo con lei. La prima volta in cui ci sarebbero stati gli abusi sessuali, sempre secondo l’accusa, la vittima non aveva ancora 10 anni. Una storia che sarebbe andata avanti fino al compimento dei 16 anni. Nell’arco di questo lungo periodo l’uomo avrebbe mostrato alla minore materiale pornografico per spingerla a soddisfare le sue richieste.
Anche questi fatti sarebbero avvenuti in più occasioni, dal 2009 al 2013. Una volta rotto il rapporto tra l’uomo e sua madre, la ragazza ha deciso di raccontare ogni cosa. Ha parlato con la mamma che a sua volta ha denunciato tutto alla polizia. Da qui l’indagine che ha portato il sostituto procuratore Stefano Iafolla a chiedere il rinvio a giudizio per l’uomo. In sede di udienza preliminare l’imputato ha quindi scelto la strada del rito abbreviato condizionato al suo esame. Davanti al giudice il 58enne ha negato sempre ogni responsabilità, ma non è stato creduto. (c.l.)
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