Abusi edilizi, vertici del Parco nei guai

20 Maggio 2015

Area protetta della Majella, il presidente Iezzi e il direttore Di Nino sotto inchiesta per il rilascio di una sanatoria

SULMONA. Interventi edilizi in contrasto con il Piano del Parco. Richieste di sanatoria prima negate e poi rilasciate: i vertici del Parco nazionale della Maiella finiscono nel tritacarne della Procura di Sulmona. Abuso d’ufficio in concorso con l’aggravante della continuazione è l'accusa che la Guardia di finanza della compagnia del capoluogo peligno contesta sia al presidente Franco Iezzi che al direttore facente funzione, Oremo Di Nino. I due, sempre secondo le accuse, avrebbero favorito l’ex vicesindaco di Caramanico Terme, Antonio De Vita sul rilascio di una sanatoria per interventi edilizi realizzati in un’area sottoposta a vincolo. L’inchiesta è una costola dell’altra che coinvolge l’attuale assessore all’ambiente ed ex sindaco di Caramanico, Mario Mazzocca anche lui finito sotto inchiesta per abuso d’ufficio sul Piano regolatore generale del centro termale. Tutto è partito da una dettagliata denuncia dell’ex direttore del Parco della Maiella, Nicola Cimini il quale, così come aveva fatto il suo successore Teodoro Andrisano, aveva sempre negato il rilascio della sanatoria per gli interventi fatti da De Vita. Abusi edilizi che riguardavano un fabbricato in località San Paolo che sarebbe stato ampliato nella sagoma e nella volumetria. Sarebbe stata effettuata anche una diversa sistemazione degli spazi interni rispetto al progetto approvato originariamente dall'Ente Parco con modifica dei prospetti del fabbricato preesistente: finestre che diventano porte e una canna fumaria che appare improvvisamente sul posto ma non è contemplata nel progetto. E ancora: pavimentazione, gradinate di collegamento tra i piani poste a quote differenti, muri contatore e barbecue in pietra. Tutti lavori abusivi eseguiti in corrispondenza dell’accesso carrabile dell’area di proprietà e sull’area di pertinenza esterna che, sempre secondo le accuse, avrebbero portato un ingiusto vantaggio patrimoniale conseguente all’aumento del valore commerciale del fabbricato, al vicesindaco di Caramanico. Abusi che erano stati accertati dallo stesso Parco tramite il Corpo forestale, tant’è che è stato avviato un procedimento penale nei confronti di De Vita in cui gli viene contestato l’abuso edilizio. Procedimento che De Vita ha cercato di arginare inoltrando allo stesso Parco nazionale della Maiella, una richiesta di sanatoria per i lavori fatti e mai autorizzati. Richiesta che era stata sempre rigettata dal Parco nonostante le incomprensibili pressioni, anche pesanti, almeno così risulta dagli atti, che il presidente del Parco nazionale, Franco Iezzi, avrebbe fatto sia nei confronti di Cimini, di Andrisano che di alcuni funzionari responsabili del procedimento. Lettere in cui si sollecitava la soluzione del caso, prima ancora che De Vita presentasse domanda di condono. E poi richiesta di apertura di provvedimenti disciplinari nei confronti dei funzionari che non si sarebbero piegati al volere del presidente. Una vera e propria invasione di campo, secondo la Guardia di finanza, visto che il rilascio della sanatoria edilizia era di competenza esclusiva del direttore dell’Ente. La “pratica" si è sbloccata solo dopo la sostituzione di Andrisano e l’arrivo del nuovo direttore Di Nino, il quale ha subito sottoscritto il rilascio della sanatoria nonostante fosse ancora in piedi il procedimento penale nei confronti di De Vita per abuso edilizio. Da qui il suo coinvolgimento con il presidente Iezzi.

Claudio Lattanzio

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