Abuso d’ufficio, il sindaco Salutari a giudizio

29 Gennaio 2019

Castelvecchio Subequo, a processo con altre tre persone per il rinnovo dell’incarico a un tecnico

CASTELVECCHIO SUBEQUO. Il sindaco di Castelvecchio Subequo, Pietro Salutari, sarà processato per abuso d’ufficio continuato e in concorso con altre persone. Il primo cittadino era finito sotto inchiesta per aver rinnovato l’incarico al tecnico comunale Marco Moca, in quanto secondo la Procura, la proroga non poteva essere fatta ma bisognava riproporre la manifestazione di interesse da parte del Comune.
Con lui e con le stesse accuse sono finiti sotto processo anche altre tre persone: i componenti della giunta, Sabatino Musti e Marisa Valeri e il segretario generale del Comune, Valerio Brignola. La prima udienza del processo si terrà il prossimo 14 marzo.
Tutto ha origine nel 2012 quando il sindaco di Castelvecchio Subequo decide di potenziare l’ufficio tecnico del Comune con una manifestazione di interesse assumendo l’architetto Marco Moca. A dire il vero il professionista aveva avuto l’incarico di collaboratore dell’ufficio tecnico del Comune subequano già dal 2006. Collaborazione che era stata prorogata anche nel 2009, tre volte nel 2010 e una nel 2011. Fino alla decisione del sindaco di indire nel gennaio del 2012 la manifestazione di interesse pubblica per la figura di responsabile dell’ufficio tecnico, la cui scelta è caduta nuovamente su Marco Moca, con un compenso lordo di quasi 28mila euro. Incarico che però nel 2015 è scaduto.
Con la conferma del suo mandato a sindaco nelle elezioni del 2015, Pietro Salutari si è ritrovato nuovamente con l’ufficio tecnico scoperto, tanto da decidere di rivolgersi nuovamente all’architetto raianese Moca, considerato dal primo cittadino persona ideale e capace per ricoprire quel ruolo. Pensando che per procedere all’assunzione bastasse una delibera di giunta, richiamando il precedente incarico, il sindaco Salutari, insieme agli assessori Sabatino Musti e Marisa Valeri e con l’avallo del segretario comunale Valerio Brignola, ha riaffidato direttamente l’incarico.
Decisione che però è stata contestata da qualche altro professionista che ambiva a ricoprire quel posto, il quale – ravvisando nel comportamento del sindaco un abuso – si è rivolto alla Procura depositando un dettagliato esposto sull’accaduto. E dopo aver acquisito gli atti che avevano portato alla nuova assunzione dell’architetto Moca, il sostituto procuratore Aura Scarsella ha deciso di mettere sotto inchiesta per abuso d'ufficio, tutti quelli che avevano partecipato alla stesura della delibera.
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