Abuso d’ufficio, prosciolto il sindaco Salutari

15 Marzo 2019

Castelvecchio Subequo, stesso epilogo anche per due ex amministratori e il segretario generale

CASTELVECCHIO SUBEQUO. È finito davanti al gup per abuso d’ufficio continuato per aver rinnovato l’incarico al tecnico comunale Marco Moca. Secondo la Procura, il Comune avrebbe dovuto, invece, riproporre la manifestazione di interesse. Ieri il sindaco di Castelvecchio Subequo, Pietro Salutari, è stato prosciolto da ogni accusa perché il fatto non sussiste. Con lui, per le stesse ipotesi di reato, erano finite sotto inchiesta anche altre tre persone: gli allora componenti della giunta, Sabatino Musti e Marisa Valeri e il segretario generale del Comune, Valerio Brignola, anche loro prosciolti. Ieri davanti al gup, gli avvocati Loretta Iannacone del Foro di Pescara, e Fabio Alessandroni del Foro dell’Aquila, prove alla mano, sono riusciti a dimostrare che tutto è stato fatto nel rispetto delle regole. «A nome dell’intera giunta comunale esprimo soddisfazione per questo proscioglimento», afferma il sindaco Salutari. «Abbiamo avuto sin dall’inizio piena fiducia nella magistratura, siamo stati sempre sereni perché consapevoli della corretta condotta adottata nello svolgere il mandato amministrativo che i cittadini ci hanno affidato». La vicenda ha avuto origine nel 2012 quando il sindaco di Castelvecchio Subequo decise di potenziare l’ufficio tecnico del Comune con l’assunzione, attraverso una manifestazione di interesse, dell’architetto Marco Moca.
A dire il vero il professionista aveva avuto l’incarico di collaboratore dell’ufficio tecnico del Comune subequano già dal 2006. Collaborazione che era stata prorogata anche nel 2009, tre volte nel 2010 e una nel 2011. Fino alla decisione del sindaco di indire nel gennaio del 2012 la manifestazione di interesse pubblica per la figura di responsabile dell’ufficio tecnico, la cui scelta era caduta nuovamente su Moca. Incarico che però nel 2015 era scaduto. Con la conferma del suo mandato a sindaco nelle elezioni del 2015, Salutari si era ritrovato nuovamente con l’ufficio tecnico scoperto, tanto da decidere di rivolgersi nuovamente all’architetto raianese, considerato dal primo cittadino l’uomo giusto, sotto il profilo professionale, per ricoprire quel ruolo. Pensando che per procedere all’assunzione bastasse una delibera di giunta, richiamando il precedente incarico, Salutari, con gli assessori Musti e Valeri e con l’avallo del segretario Brignola, aveva riaffidato direttamente l’incarico. Decisione che qualcuno ha contestato portando il caso all’attenzione della procura. (c.l.)
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