Abusò di una 13enne, condannato
Al 55enne inflitti in Appello nove anni e il pagamento di 26mila euro
L’AQUILA. Violenza sessuale, estorsione, stalking e detenzione di materiale pedopornografico. Sono le accuse che hanno portato alla condanna a 9 anni di reclusione e al pagamento di una sanzione di 26mila euro di un disoccupato aquilano di 55 anni. In primo grado gli erano stati inflitti 11 anni, il pubblico ministero ne aveva chiesti 20. La vittima è una minore che si era rifugiata nell’abitazione del suo vicino di casa per fumare qualche sigaretta di nascosto dai genitori. Un’innocente abitudine poi sfociata in abusi sessuali e ricatti durati circa 5 anni. All’epoca dei fatti la ragazzina aveva solo 13 anni. Oramai maggiorenne la giovane si era innamorata di una coetanea decidendo di tagliare ogni rapporto con il suo vicino di casa. Una decisione che il 55enne non aveva accettato tanto da inscenare pedinamenti, intimidazioni e minacce anche sul luogo di lavoro. In particolare l’imputato aveva minacciato la ragazza di mostrare alla sua compagna i video dei loro rapporti sessuali. Ricatto che aveva spinto la vittima a denunciare tutto ai carabinieri. Le indagini sono state coordinate dal pubblico ministero Roberta D’Avolio. Sul telefono del disoccupato era stato trovato del materiale pedopornografico che aveva fatto scattare immediatamente gli arresti domiciliari. Nel corso del processo gli avvocati della vittima hanno fatto emergere che il rapporto con l’imputato non era consensuale. Tesi contraria è stata, invece, sostenuta dal difensore dell’uomo a cui sono stati inflitti 9 anni di reclusione. (f.d.m.)
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