Accertamenti dopo lo sfogo di una mamma
L’indagine, avviata su impulso del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) del Servizio polizia postale e delle comunicazioni, è partita da una segnalazione del Servizio...
L’indagine, avviata su impulso del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) del Servizio polizia postale e delle comunicazioni, è partita da una segnalazione del Servizio emergenza infanzia 114. A rivolgersi al servizio e a chiedere di interrompere quella catena di orrore era stata una delle mamme dei ragazzini abruzzesi coinvolti. Ad un certo punto, resosi conto di quello che stava facendo e subendo anche un’estorsione, il ragazzino ha deciso di raccontare tutto alla madre, facendo scattare gli accertamenti. Al termine dei controlli, il Centro operativo sicurezza cibernetica della polizia postale di Pescara, coordinato dal vice questore Elisabetta Narciso, nell’ambito dell’operazione denominata “Poison” ossia veleno, coordinata dalla Procura del tribunale per i minorenni dell’Aquila, ha identificato e denunciato 7 minorenni, tra i 13 e i 15 anni, fra cui una ragazza, per diffusione e detenzione di materiale pedopornografico. Sono stati oltre 85 mila i messaggi in 5 diversi gruppi social analizzati con l’obiettivo di dare un nome ai responsabili.

