Accesso alle borse lavoro, chiesta chiarezza
L’AQUILA. C’è chi ha portato un piano d’azione ben studiato e costruito e chi è arrivato a mani vuote. E scoppia la bagarre. È quanto capitato il 15 gennaio scorso durante i colloqui di valutazione...
L’AQUILA. C’è chi ha portato un piano d’azione ben studiato e costruito e chi è arrivato a mani vuote. E scoppia la bagarre. È quanto capitato il 15 gennaio scorso durante i colloqui di valutazione dei candidati che hanno presentato la domanda di accesso alle borse lavoro del Progetto First. Si tratta di uno strumento d’intervento sull’occupazione attivato dalla Regione che destina alla provincia dell’Aquila oltre 232mila euro all’Ats tra Cnos/Fap e l’Università. La selezione degli aspiranti borsisti è partita tra le polemiche per la scarsa chiarezza (questa è la denuncia di alcuni partecipanti) con cui sarebbe stato redatto il bando e che avrebbe spinto i candidati, stando a quanto segnalato da più parti, a presentarsi alla prova con elementi differenti da far valutare dalla commissione. Diversi i punti che avrebbero generato confusione e una differente interpretazione del bando. In particolare, viene lamentato che nonostante nel capitoletto “Abbinamento impresa-borsista” sia stato specificato che «al candidato sarà messo a disposizione un prospetto contenente i progetti di innovazione selezionati» gli enti promotori non hanno in realtà reso pubblici tali progetti. Inoltre viene specificato che «il candidato dovrà presentare in massimo 10 minuti il piano di azione che vorrebbe implementare in azienda con una presentazione in power point», ma soltanto alcuni avrebbero provveduto a elaborarla proprio perché il bando sarebbe “poco chiaro”. Tra gli altri aspetti contestati, anche i tempi di pubblicazione degli elenchi degli ammessi. L’ultima tranche di selezione si terrà domani.
Marianna Gianforte
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