Accoglienza dei richiedenti asilo: la prefettura cerca seicento posti

21 Dicembre 2022

Parte la grande gara d’appalto per l’ospitalità dei profughi in tutta la provincia nei prossimi due anni È per imprese, alberghi, associazioni e coop. Il rimborso massimo è di 30 euro al giorno a persona

L’AQUILA. La pace in Ucraina è ancora un miraggio. Ma ovunque, nel mondo, i conflitti producono continuamente masse di profughi. L’Aquilano ora decide di attrezzarsi per l’accoglienza. La prefettura dell’Aquila ha infatti avviato una caccia a nuovi centri di accoglienza privati per ospitare gli stranieri richiedenti protezione internazionale. E per questo ha chiamato a raccolta imprese – quindi soprattutto alberghi – associazioni e cooperative di tutta la provincia interessati a mettersi in gioco direttamente.
Nei centri di accoglienza Cas dell’Aquilano, infatti, i posti liberi ancora a disposizione per ospitare i migranti richiedenti asilo al momento sono zero: lo mette nero su bianco il report della Protezione civile regionale sull’emergenza Ucraina (vedi articolo in pagina). L’obiettivo della prefettura è quindi quello di trovare almeno 600 posti letto e per questo, tramite il ministero dell’Interno, ha messo sul piatto oltre 25 milioni di euro. Le offerte per partecipare alla gara d’appalto si possono inviare fino al 19 gennaio e l’accordo per l’accoglienza avrà durata di due anni esatti. Lungo e dettagliato è il bando di gara pubblicato sul sito web della prefettura.
CHI PUò PARTECIPARE
Tanti e complessi sono i requisiti necessari per partecipare. Alcuni di carattere giudiziario, fiscale, ma anche di capacità economica e tecnico-professionale. Il bando ad ogni modo è diretto alle imprese, alle cooperative, alle cooperative, alle coop sociali, alle organizzazioni di volontariato, a quelle di promozione sociale, agli enti del Terzo settore e in generale ai soggetti senza scopo di lucro, anche in forma associata tra loro. I “centri collettivi di accoglienza” devono comunque avere capacità ricettiva massima di 50 posti in provincia.
IL RIMBORSO SPESE
Ovviamente è previsto un rimborso spese per i gestori del centro di accoglienza. Il disciplinare di gara fissa quindi anche i prezzi alla base della gara. Due sono le voci. La prima è di 30,24 euro a profugo ospitato al giorno per coprire il servizio di gestione del centro di accoglienza. La seconda voce, invece, riguarda la fornitura del “kit”, per cui il prezzo base è fissato a 150 euro l’uno.
I KIT D’INGRESSO E STAGIONALI
«L’appaltatore dovrà fornire un primo kit al momento dell’ingresso del migrante nel centro ed un secondo kit qualora questo permanga nella struttura di accoglienza al passaggio dalla stagione estiva a quella invernale o viceversa», si legge nel disciplinare, che poi nell’allegato spiega nel dettaglio da cosa è composto il kit stesso.
Cioè innanzitutto il vestiario: dalle scarpe fino al giubbotto e l’intimo, ma anche il set di asciugamani. Il kit prevede poi anche una scheda telefonica da 5 euro. La scheda telefonica, così come il “pocket money pari a 2,50 euro a persona al giorno a profugo (per un massimo di 7,50 euro a nucleo familiare) sono a carico dello Stato e non rientrano nella gara.
I SERVIZI OBBLIGATORI
Oltre al kit di ingresso e di cambio di stagione, il bando fissa dettagliatamente anche tutti gli altri servizi che devono essere forniti da chi gestirà i centro di accoglienza. Da quello di informazione a quelli di preparazione, distribuzione, conservazione e controllo dei pasti (anche il menu è fissato dal bando di gara). Poi anche l’assistenza sanitaria, oltre alla consegna di lenzuola e di prodotti per l’igiene personale e alla pulizia di tutti i locali.
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