Accoltellò il parroco, tenta di uccidersi

Il pensionato di Trasacco finisce in ospedale con un’intossicazione da farmaci, doveva presentarsi all’udienza in tribunale
TRASACCO. Un gesto estremo prima dell’udienza che lo vede accusato del ferimento di don Francesco Grassi, aggredito a colpi di coltello nella sagrestia della basilica dei santi Cesidio e Rufino a Trasacco. A compierlo è stato Luigi Cellini, 77 anni, pensionato del posto, che doveva presentarsi davanti al giudice del tribunale di Avezzano, Mario Cervellino, per l’udienza preliminare. Udienza rinviata al 30 giugno in seguito all’episodio. L’anziano, accusato di lesioni gravi (è caduta l’iniziale accusa di tentato omicidio, ndc), si trova ricoverato all’ospedale dell’Aquila. «È distrutto da questa vicenda», ha spiegato il suo legale, l’avvocato Antonio Milo, «perché per un uomo di chiesa come lui, aver commesso quel gesto è inaccettabile. È divorato dal rimorso. Era legato al parroco e aveva rispetto per lui. Quindi la condotta avuta nei suoi confronti lo ha totalmente destabilizzato. Una situazione che si è aggiunta al grande stress per la morte del nipote. Tutto ciò lo ha portato a compiere questo gesto di autolesionismo». Ora il 77enne si sta disintossicando dai farmaci ingeriti. Dalla perizia medico legale è emerso che quel pomeriggio del 5 maggio 2022 l’imputato non voleva uccidere. Il pubblico ministero, procuratore capo Maurizio Maria Cerrato, ha accolto la richiesta della difesa di derubricare il reato a lesioni aggravate dall’uso dell’arma e da motivi futili. Secondo gli accertamenti medico legali, le ferite inferte non avrebbero potuto uccidere. È stata quindi esclusa la volontà di commettere un omicidio da parte del pensionato, ma solo quella di ledere, di provocare lesioni. Il pensionato doveva rispondere inizialmente dell’accusa di tentato omicidio. Per l’anziano, arrestato e finito poi ai domiciliari, la difesa aveva chiesto e ottenuto il rito abbreviato condizionato all’esecuzione di una perizia medico legale. Lo scopo della difesa era infatti quella di dimostrare che non c’era volontà di uccidere nel comportamento dell’accusato. Alla base dell’aggressione ci sarebbe la mancata elezione di Cellini nella confraternita della Madonna di Candelecchia. Cellini avrebbe ipotizzato che la sua mancata rielezione fosse stata influenzata da una mancata buona parola del parroco nei suoi confronti.
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