Accoltellò l’ex moglie sotto casa: confermata la condanna a 16 anni

19 Settembre 2023

L’uomo tese un agguato alla donna da cui si stava separando. Salvata dall’intervento del figlio La Corte d’appello dell’Aquila infligge a un 54enne albanese anche il risarcimento di 85mila euro 

SULMONA. L’aveva attesa sotto casa e prima che potesse difendersi, le aveva sferrato due coltellate a un fianco. Era stato uno dei figli, intervenuto in suo soccorso, a salvarla prima che il marito, dal quale si stava separando, potesse colpirla ancora con il coltello. Sedici anni di reclusione, maxi risarcimento da liquidare in separata sede con provvisionale di 85mila euro, interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, sospensione della potestà genitoriale e pagamento delle spese processuali. La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato la pena per Hysen Alyko, l’uomo di 54 anni originario dell'Albania, finito sotto processo per tentato omicidio e lesioni personali aggravate nei confronti della sua ex moglie. Era il 29 luglio 2021 quando il 54enne, all’epoca dei fatti in fase di separazione e per questo trasferitosi in un altro domicilio, aveva atteso la moglie sotto casa aggredendola con un pugnale da caccia. In rapida sequenza l’ha colpita due volte. Il figlio maggiorenne della coppia, che in quel momento si trovava in casa insieme ai due fratelli minori, sentendo la madre gridare aiuto è sceso subito nel piazzale sottostante dov’era avvenuta l’aggressione riuscendo a immobilizzare e disarmare il padre. Nei momenti concitati della colluttazione, è rimasto lui stesso ferito a una mano nel tentativo di disarmare il genitore ed evitare che potesse colpire ancora la madre. Il tempestivo intervento della Volante non consentì all’uomo di portare a termine l’azione criminale. Nell’auto dell’uomo erano state ritrovate anche una mannaia e le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianze presenti sul posto, un isolato nei pressi dell’ospedale cittadino. Una vicenda che scosse l’intero quartiere tra urla, sangue e preoccupazione per la sorte della donna, ricoverata in prognosi riservata e sottoposta ad intervento chirurgico in via d’urgenza. La coppia era residente in città da molti anni. Negli ultimi tempi, così come risulta dagli atti, l’uomo era diventato violento e possessivo tanto da spingere la donna ad andare a vivere in un’altra casa insieme ai suoi figli. Il 54enne sperava di tornare a vivere con la moglie che però è rimasta sempre ferma nella volontà di separarsi dal marito. A quel punto l’uomo ha deciso di tenderle l’agguato per ucciderla. Tentativo fortunatamente andata a vuoto. Nel giorno di San Valentino Hysen Aliko era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Sulmona. Oggi i giudici aquilani hanno confermato la sentenza. La vittima è stata assistita dall’avvocato Maurizia Lina Sciuba: «L’auspicio è che questa triste vicenda possa essere da monito per altre donne e contribuisca a formare una coscienza collettiva ispirata al rispetto della vita e del prossimo».
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