Accord, confermata l’ipotesi di cessione

Un paio di aziende interessate all’operazione. Ciuca (Uilm): «Ci sono i presupposti per assunzioni»
L’AQUILA. Confermate le trattative per la vendita dell’Accord Phoenix, il sito per lo smaltimento di rifiuti elettronici che si è insediato nell’ex polo elettronico nel 2016. In corsa, per entrare nella società, ci sarebbero un paio di imprese e l’operazione viene seguita dall’advisor Mediobanca. La conferma è arrivata durante il tavolo richiesto dai sindacati: in quella sede è stato anche chiarito che si attende un atto della Regione, per sbloccare gli ultimi 6,5 milioni di euro dei 10,7 che Invitalia ha stanziato per lo stabilimento aquilano. Intanto, si è chiusa la vicenda giudiziaria che era iniziata a dicembre del 2016, a pochi mesi dall’inaugurazione, quando la Finanza aveva posto i sigilli all’area produttiva: il tribunale ha assolto, «per non aver commesso il fatto», il direttore generale Francesco Baldarelli e l’allora responsabile della linea produttiva Jorgen Lundo, che era accusati di gestione illecita di rifiuti. «Ora ci sono tutti i presupposti per guardare al futuro», ha spiegato Clara Ciuca della Uilm, «e in prospettiva, se si risolve la questione Invitalia, potrebbero esserci altre 25 assunzioni, sempre attingendo al bacino dei lavoratori fuoriusciti dal polo elettronico. L’azienda ci ha illustrato il piano industriale, che fa affidamento sull’ultima tranche di contributi pubblici: si tratta di 6,5 milioni, per la cui erogazione da parte di Invitalia si attende solo un decreto della Regione a integrazione dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale. Abbiamo appreso con sollievo dell’assoluzione del direttore Baldarelli, ricordando che la Uilm è sempre stata garantista. Resta il fatto che per quella vicenda giudiziaria lo stabilimento ha subìto uno stop di 7 mesi, che ora va recuperato». Per quanto riguarda la possibile vendita del sito, i sindacati non hanno espresso preoccupazioni: «A noi interessa che l’azienda garantisca occupazione stabile», ha aggiunto Ciuca, «e quindi durante il tavolo abbiamo spiegato che l’eventuale ingresso di un nuovo socio deve andare in tale direzione, poco cambia se continuerà a chiamarsi Accord Phoenix o avrà un altro nome. Finora sono state assunte 55 persone, rispetto alle 120 annunciate. E altre 25 potrebbero aggiungersi grazie alla nuova linfa rappresentata dai 6,5 milioni di Invitalia».
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