Accord, la bonifica del sito riaccende le speranze

Sindacati e lavoratori chiedono ora tempi rapidi per l’esecuzione dell’intervento Ciuca ( Uilm): ora, però, vogliamo conoscere le strategie future dell’azienda
L’AQUILA. Una notizia che riapre le speranze, tra gli ex lavoratori del polo elettronico che attendono di essere ricollocati. Il tribunale ha autorizzato il piano di bonifica del sito che ospita l’Accord Phoenix, finito sotto sequestro a dicembre a causa dell’inchiesta avviata dalla Procura per presunti reati ambientali. Lo scorso 13 febbraio, i legali dell’azienda, Giulio Agnelli e Roberto Madama, hanno presentato un piano di bonifica che prevede, tra l’altro, l’impermealizzazione della pavimentazione dello stabile, redatto da ingegneri specializzati. Dopo averlo valutato, la magistratura ha dato l’autorizzazione ai lavori programmati che dovrebbero portare, una volta completati, al dissequestro dello stabilimento e alla ripresa dell’attività produttiva. Le operazioni di bonifica, secondo quanto disposto, dovranno essere svolte di concerto con la polizia giudiziaria, che presidierà i luoghi e dovrà verificarne gli esiti.
La novità è stata accolta con soddisfazione dai lavoratori, che ora si augurano tempi veloci per la messa a norma dell’immobile. Questo l’obiettivo illustrato ai sindacati durante l’ultimo tavolo dedicato alla delicata vertenza che ha coinvolto il sito per lo smaltimento di rifiuti elettronici, voluto dall’imprenditore anglo-indiano Ravi Shankar, finito nel registro degli indagati con il direttore generale Francesco Baldarelli e il responsabile della produzione Hansen Jorgen Lundo. La vicenda giudiziaria si è poi allargata, con un nuovo filone d’inchiesta, questa volta per l’ipotesi del reato di truffa in concorso, a carico di Baldarelli. L’azienda ha comunque sempre ribadito la volontà di portare avanti il progetto, che prevede 129 posti di lavoro: finora sono stati riassunti 13 operai, tra gli ex del polo elettronico, e 7 impiegati, per i quali è stata richiesta l’attivazione della cassa integrazione. Altre 35 assunzioni erano programmate nel mese di gennaio, prima che arrivasse il sequestro del sito. «Si attendeva la notizia del via libera al piano di bonifica», il commento di Clara Ciuca della Uilm, «ora contiamo di essere convocati dai vertici aziendali, per conoscere non solo i tempi e le modalità in cui verranno eseguiti i lavori, ma anche lo stato dell’arte, rispetto alle strategie future e alle risorse “congelate” da Invitalia. Come più volte sollecitato, deve essere predisposta una riorganizzazione manageriale. E manca ancora l’autorizzazione che deve essere rilasciata dalla Regione. Insomma, diversi i nodi da sciogliere, con tanti lavoratori rimasti senza reddito che avevano riposto le loro speranze in questo insediamento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

