Accord, lascia il presidente Carrella

13 Maggio 2018

Il direttore Baldarelli: «Aveva esaurito il mandato, ma resterà legato a noi. Ottimista per il futuro»

L’AQUILA. Il manager Giuseppe Carrella ha lasciato la presidenza di Accord Phoenix. Nominato a luglio dello scorso anno, Carrella aveva un mandato che scadeva con l’approvazione del bilancio 2016-2017. Ora l’azienda sta valutando altre figure professionali esterne, e intanto l’attività produttiva del sito per lo smaltimento di rifiuti elettronici ha ingranato la marcia giusta e presto potrebbero esserci nuove assunzioni. Lo conferma il direttore generale Francesco Baldarelli, che guarda al futuro con ottimismo, dopo le tormentate procedure di insediamento dello stabilimento. Sarà il cda, nei prossimi giorni, ad affrontare il nodo della sostituzione del presidente: «Nessuno strappo con Carrella», afferma Baldarelli, «visto che aveva esaurito il suo mandato, legato soprattutto alla fase di start up aziendale. Sono stato io a sollecitare il suo ingresso in azienda e avrei preferito che rimanesse. Ma rimarrà comunque legato alla nostra società, da un punto di vista operativo. Sicuramente con la sua esperienza e professionalità ha dato un contributo fondamentale all’avvio di Accord Phoenix, essendo un esperto di organizzazione produttiva e del personale e seguendo anche i clienti principali. Probabilmente, visto il suo profilo di altissimo livello, sta valutando prospettive di più ampio respiro. Noi ora», aggiunge Baldarelli, «ci stiamo guardando intorno e vogliamo mantenere, nella scelta del nuovo presidente, lo stesso profilo internazionale». Carrella, prima di approdare alla presidenza del sito aquilano, è stato manager di Telecom e di Ferrovie dello Stato, con esperienze nel gruppo Fininvest, in Emi Music/Virgin, eBiscom e Price Waterhouse. A luglio del 2017 è stato chiamato a sostituire alla presidenza dell’azienda l’imprenditore anglo-indiano Ravi Shankar, ideatore del progetto e azionista di maggioranza della società, costretto a dimettersi in seguito al patteggiamento di 3 mesi e mezzo per gestione illecita di rifiuti, nell’ambito del processo nato dall’inchiesta della Finanza che ha coinvolto il sito industriale. Tempi bui, per l’Accord, che ora sembrano superati: «Sono soddisfatto dell’andamento dell’attività produttiva», afferma il direttore generale, «e anche del personale, che ha una grossa componente femminile. L’aver dato precedenza agli ex operai del polo elettronico si è rivelata la strada giusta. In alcuni processi di lavorazione stiamo attuando un orario “prolungato”, che potrebbe essere foriero di nuove assunzioni. Attualmente riusciamo a ricavare tra le 15 e le 20 tonnellate al giorno di ferro e dalla partenza sono state prodotte circa 200 tonnellate di plastica». (r.s.)
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